lunedì 26 aprile 2021

Taxi: il passaggio da carrozze ad autovetture

L'idea di utilizzare l'automobile per servizio pubblico nasce comunque in Germania, a Stoccarda, nel 1896 per iniziativa della ditta di trasporti Friedrich Greiner che, il 26 giugno di quell'anno, commissionò una carrozza a motore del tipo Landaulet-Vittoria alla DMG (Daimler Motoren Gesellschaft) di Bad Cannstatt, accessoriata di alloggiamento per il tassametro. L'automobile verrà consegnata nel maggio (dietro pagamento dell'astronomica somma di 5.530 marchi) ed autorizzata al servizio dal comando di polizia nel giugno 1897. Mossa da un bicilindrico verticale ciclo Otto con cambio a quattro marce, trasmissione finale a cinghia e dotata di ruote ricoperte da gomma piena, la vettura è in grado di percorrere 70 km al giorno ed ha un successo immediato che porterà la Greiner, subito ribattezzata "Daimler Motor Wagen Kutscherei", ad acquistare altre sei automobili dello stesso tipo.

La Fiat inizia a produrre il modello "Fiat 1T" esclusivamente ad uso taxi


La Fiat 1 Fiacre è stata un'autovettura costruita dalla FIAT dal 1908 al 1910.
Aveva installato un motore di 2009 cm³ erogante una potenza di 16 HP, che permetteva al modello di raggiungere i 70 km/h.. Aveva sei posti a sedere. Fu anche conosciuta come “Fiat 12-15 HP”. I 4 cilindri erano per la prima volta in un monoblocco, prendendo spunto dalla casa automobilistica Aquila Italiana. Sempre all'avanguardia della tecnica, la Fiat equipaggiò questo modello di un sistema d'accensione a magnete ad alta tensione.

All'epoca della commercializzazione della “Tipo 1” era in uso dalle Case automobilistiche preparare il motore diviso in blocchi distinti poi successivamente saldati insieme per formare il propulsore, e la “Tipo 1” fu un modello precursore per l'innovazione tecnologica in questione.

La prima versione prodotta fu la "Tipo 1 Fiacre", poi denominata "Taxi mod. 1T", che venne costruita in circa 1600 esemplari destinati all'uso specifico di taxi e venduta non solo in Italia ma anche all'estero. Fu usata a New York, Londra, Parigi e molte altre città.

La FIAT modello "1T"(tramite wikipedia)


L'impiego di vetture adibite al servizio taxi a Roma


Dal 1908 cominciò ad assumere crescente importanza il servizio delle vetture pubbliche da piazza tramite automobili, che, munite dal 1910 di tassametro come tutte le vetture pubbliche per una disposizione municipale, cominciarono a sostituire le vetture a cavallo. Alle richieste di esercizio di scuderie cominciano così ad affiancarsi le richieste per l’esercizio di garages, alla cui licenza era subordinato l’esercizio delle vetture stesse.

giovedì 22 aprile 2021

Le prime normative per il servizio pubblico da piazza di Roma

Del servizio di trasporto di persone si hanno tracce fin dall'antica Roma, i vetturini dell'epoca si chiamavano "Cisiarii" e il loro nome deriva dal cisium uno tipo di veicolo usato per trasportare 2 o 3 passeggeri [1].

Vetture da piazza ed omnibus in sosta



La prima normativa che fu emanata a Roma per regolare quello che poi verrà chiamato "servizio di vetture da piazza" è il “Regolamento sulle Vetture ed altri mezzi di trasporto” redatto dal direttore generale della polizia pontificia, monsignor Antonio Matteucci, il  30 luglio 1857.

In quella che era ancora la Roma papale erano in funzione diversi servizi di trasporto: le vetture da piazza, quelle da rimessa e gli omnibus. Questi servizi verranno equiparati e regolamentati sia per ciò che riguarda i titoli autorizzativi, i requisiti dei veicoli, i requisiti dei conducenti, ecc.

Lo svolgimento dei servizi di trasporto pubblico era possibile solo se si era in possesso della patente rilasciata dal municipio e  della licenzaChiunque voglia tenere ed esercitare in Roma negozio di vetture da rimessa, da piazza, o da viaggio per la Comarca, o altri paesi dello Stato, riportata che ne abbia la patente dall’Eccell.mo Municipio di Roma, dovrà pure domandarne ed ottenerne la licenza dalla Direzione Generale di Polizia”.

A questa si doveva presentare insieme alla patente comunale una domanda ove erano indicate le generalità, il numero delle vetture possedute, il loro tipo e il numero dei cavalli, l’ubicazione della rimessa ed altri dati che erano trascritti in un registro presso la Direzione di Polizia. Concessa la licenza, questa era trasmessa alla Presidenza della Regione o Rione in cui l’esercente aveva dichiarato di tenere il proprio “negozio” con la rimessa. Era infatti l’incaricato di pubblica sicurezza che presiedeva a ciascuna delle 14 circoscrizioni in cui era divisa la città a rilasciare la “licenza di vettureggiare”. Il regolamento oltre a stabilire i requisiti delle vetture e le norme sul loro esercizio, indicava i luoghi e le piazze ove i diversi tipi di veicoli potevano stazionare: “Gli omnibus – vi si stabilisce – devono situarsi in fila nella via del Gesù in direzione alla via di S. Venanzio, e nella piazza di Monte Citorio a sinistra della guglia. Quelli poi che appartengono all’Amministrazione della Strada ferrata si situeranno in fila prossimamente all’officio di Agenzia”. E dettava anche precise norme  sulla loro conduzione: un piccolo “codice della strada”  che indicava anche le sanzioni civili e penali in cui incorrevano i contravventori. Norme generali sulle “Discipline relative alle strade e piazze, e alla sicurezza e comodità del transito”, cioè disposizioni che regolavano il transito dei veicoli nell’area urbana troviamo anche nel “Regolamento edilizio e di pubblico ornato”  emanato  dal Comune il  30 aprile 1864 (Titolo IV): a che queste norme di “polizia urbana” fossero rispettate concorrevano l’autorità municipale e quella di pubblica sicurezza: i “Presidenti  Regionari” coadiuvati dalla gendarmeria pontificia.[3]

Dopo il 1870, con l'annessione di Roma allo stato unitario, le prime norme organiche in tema di trasporto pubblico nella capitale italiana – già in via di rapido sviluppo urbanistico - sono emanate dall’amministrazione municipale nel 1874. Si tratta del “Regolamento per le vetture pubbliche e per le vetture – omnibus nella città di Roma deliberato dal Consiglio Comunale, approvato dalla Deputazione Provinciale e dal Ministero dell’Interno” e pubblicato dal sindaco Pianciani il 5 febbraio 1874. In esso si stabiliscono le regole per la concessione delle licenze tanto alle “vetture di piazza” (le botticelle, equivalenti ai moderni taxi) quanto degli omnibus, requisiti e codice di comportamento dei conduttori, caratteristiche standard delle vetture. Vi si definiscono inoltre le competenze del nuovo corpo di polizia municipale – quelli che noi oggi chiamiamo “vigili urbani”,  allora chiamati  “guardie di città” - in ordine alle “contravvenzioni”.

Le stazioni di attestamento delle vetture pubbliche erano suddivise in tre categorie: alla prima categoria appartenevano le piazze di Spagna, di San Lorenzo in Lucina, Montecitorio, della Minerva, Venezia, San Pietro, dell’Orologio della Chiesa Nuova, di Pasquino; alla seconda categoria le piazze del Popolo, Nicosia, San Silvestro in Capite, di S. Ignazio, Firenze, di Pietra, della Pilotta, Apollinare, del Quirinale, Barberini, Aracoeli, di ponte Sant’Angelo, del Monte di Pietà; stazioni di terza categoria erano, invece, le piazze Poli, Rondanini, del Collegio Romano, delle Stimmate, XII Apostoli, S. Maria Maggiore, S. Giovanni, Campitelli, S. Maria in Trastevere, della Cancelleria, Farnese.

Ecco un breve estratto del “Regolamento per le vetture pubbliche e per le vetture – omnibus nella città di Roma deliberato dal Consiglio Comunale, approvato dalla Deputazione Provinciale e dal Ministero dell’Interno”:

DIPENDENZA DELLE VETTURE PUBBLICHE E LICENZE PEI PROPRIETARI

1. Ogni vettura che si tiene allo scopo di farla trattenere sul suolo pubblico ed in servizio del pubblico,  qualunque ne sia la denominazione, qualunque ne sia la forma, la costruzione, il numero delle persone che può contenere, o quello dei cavalli che la traggono, sarà considerata come vettura pubblica e sottoposta perciò alle disposizioni di questo Regolamento.

2. La facoltà di tenere vetture pubbliche in Roma si concede dall’Autorità comunale. Appartengono alla stessa autorità la direzione e la sorveglianza di questo servizio, salvo quanto dispone la legge di Pubblica Sicurezza.

3. La Giunta municipale pertanto è quella che, dietro pagamento di una tassa di lire 5 da parte dei concessionari e previo adempimento degli obblighi prescritti da questo Regolamento, rilascia le licenze, determina la località ed assegna lo spazio pel trattenimento delle vetture pubbliche.

4. E’ in facoltà della stessa Giunta il determinare, ove lo creda opportuno, il numero delle licenze.

Per ottenere il permesso di tenere vetture pubbliche, il richiedente dovrà:

  a) dichiarare nell’istanza al Sindaco il suo nome, cognome, domicilio e luogo di nascita e di abitazione;

  b) dimostrare la sua idoneità e buona condotta morale;

  c) indicare la situazione precisa delle scuderie e delle rimesse, nonché il numero e la specie delle vetture che intende porre in esercizio.

6. Il Concessionario, ottenuta la licenza, dovrà entro 24 ore farla registrare presso l’Ispettorato Regionario di sorveglianza municipale sotto la cui sorveglianza trovasi la stazione destinata alla vettura di sua pertinenza.

7. Le licenze si concedono per la durata di un anno; potranno però essere rinnovate alla loro scadenza ed eziandio venir revocate innanzi quest’epoca, ove il Concessionario, non conformandosi alle norme del presente Regolamento, se ne renda immeritevole.

8. Il conseguimento della licenza autorizza il Concessionario a tenere la vettura coi cavalli attaccati, nella località a lui esclusivamente assegnata.

9. Ogni licenza è personale; essa è ostensibile ad ogni richiesta degli Agenti municipali e ne è assolutamente vietato il traffico o la cessione.

10. Le licenze cesseranno di aver vigore e dovranno depositarsi all’Ufficio di Polizia Municipale:

  a) alla loro scadenza, quando non sieno rinnovate;

  b) dopo una assenza della vettura, per otto giorni consecutivi, dal posto assegnatole, se non derivi da legittima causa, da denunciarsi e giustificarsi alla Direzione di Polizia Municipale;

  c) nel caso di revoca od anche di semplice sospensione, decretata per infrazione alle disposizioni del presente Regolamento; d) per il non eseguito pagamento delle tasse, dopo un mese dalla loro scadenza.


CONDIZIONI DELLE VETTURE

14. Le vetture pubbliche devono essere solide, comode e facili ad aprirsi anco di dentro, fornite di buone molle, di due fanali e di un fermaruote; saranno ben verniciate, tappezzate al di dentro decentemente, provviste di buoni cuscini e fornite al fine di una chiave inglese, di alcuni metri di corda mancina, nonché di una sega di ferro e di alcune cavicchie, perché il conduttore possa servirsene in caso di guasto alla vettura durante la corsa. Le vetture chiuse non mancheranno di un cordone, o di qualche altro conveniente apparecchio, atto ad avvertire il conduttore di fermarsi a richiesta dell’avventore.

15. Ogni vettura pubblica, autorizzata a trattenersi sul suolo pubblico, sarà contraddistinta da un numero d’ordine, il quale, a cura dell’Ufficio di Polizia Municipale ed a spese del proprietario, sarà dipinto sui fianchi e sulla schiena della vettura, nella grandezza di centimetri 22x10. Lo stesso numero dovrà essere riprodotto, in cifre assai apparenti, nei cristalli anteriori e laterali dei fanali, di cui ogni vettura dovrà essere provveduta.

16. E’ severamente proibito di cancellare, nascondere o alterare in qualsiasi modo il numero esterno delle vetture e quello dei fanali.

17. Nessuna vettura pubblica potrà porsi in esercizio, prima che sia constata la sua solidità e decenza dai periti e senza il permesso definitivo ottenuto dall’Autorità Comunale.


DOVERI DEI PROPRIETARI

24. I proprietari di vetture pubbliche incombe l’obbligo di tenere un esatto registro, nel quale dovranno essere iscritti il nome, il cognome e l’abitazione dei loro conduttori, nonché il luogo della rimessa, il numero e la qualità delle vettura condotta da ciascheduno di essi. Tale registro sarà ostensibile a semplice richiesta, agli agenti della Polizia Municipale.

25. Ogni proprietario di vetture pubbliche, cambiando abitazione, dovrà avvertirne entro sette giorni dal cambiamento, l’Ufficio di Polizia Urbana.

26. Qualunque proprietario volesse condurre in persona la propria vettura, dovrà soddisfare alle condizioni stesse fatte ai conduttori dall’art. 30 e andrà soggetto all’osservanza di tutte le disposizioni che li riguardano.

27. Allorquando il proprietario di una vettura pubblica non la conduce da se stesso, non potrà servirsi di altro conduttore fuori di quelli autorizzati dall’Ufficio di Polizia Urbana a vettureggiare.


FACOLTA’ DI CONDURRE UNA VETTURA PUBBLICA

29. Quegli soltanto che ha una licenza concedutogli dall’Ufficio di Polizia Municipale, può condurre una vettura pubblica a numero designato.

30. Per ottenere siffatta licenza, il richiedente deve essere iscritto nel registro della Questura secondo l’art. 57 della Legge 20 marzo 1865 sulla Pubblica Sicurezza esibirne di poi al Sindaco il certificato, unitamente a quelli da cui risulti aver superato gli anni 18 essere di costituzione robusta, di nota sobrietà e fornito di piena cognizione dei luoghi e delle strade, non che dell’arte di condurre cavalli.

31. Ove si verifichino le condizioni suddette, il Sindaco farà dall’Ufficio di Polizia Municipale rilasciare al richiedente la licenza di vettureggiare. Sulla medesima, oltre il nome ed i connotati del conduttore, si registreranno il nome del concessionario della vettura ed il numero di quelle che gli appartengono.

32. Il permesso di vettureggiare essendo personale, ne è vietata la cessione o la vendita sotto qualsiasi titolo. Esso è sempre revocabile: vale per una sola vettura a numero determinato e deve essere esibito ad ogni richiesta degli Agenti Municipali e della forza pubblica.


CONTEGNO NEL TEMPO DELLA CORSA

51. L’abbandonare del tutto la vettura sulla pubblica via, il condurla in stato di ubriachezza ed il dormire in servizio attivo, costituiscono gravissima colpa pei conduttori. Queste trasgressioni possono venir punite con la sospensione della licenza.[4]


Bibliografia:

[1] "I Cisiarii": i tassisti della Roma antica" (http://www.taxilex.it/2016/06/cisiarii-i-tassisti-dell-antica-roma.html)

[2] “Regolamento sulle Vetture ed altri mezzi di trasporto” redatto dal direttore generale della polizia pontificia, monsignor Antonio Matteucci, il  30 luglio 1857.

[3] "I trasporti pubblici a Roma - dagli omnibus alla metropolitana", Laura Francescangeli.

[4] “Regolamento per le vetture pubbliche e per le vetture – omnibus nella città di Roma deliberato dal Consiglio Comunale, approvato dalla Deputazione Provinciale e dal Ministero dell’Interno” e pubblicato dal sindaco Pianciani il 5 febbraio 1874