giovedì 28 febbraio 2019

Malattie professionali: anche gli antichi vetturini e cavalieri ne soffrivano

Da esami paleobiologici svolti sui resti umani rinvenuti durante gli scavi di Ercolano si sono rinvenute tracce di quelle che oggi la medicina legale definisce "malattie professionali",  le malattie contratte nell’esercizio e a causa delle lavorazioni rischiose.
Questo è quanto viene esposto nell'opera "I fuggiaschi di Ercolano - Paleobiologia delle vittime dell'eruzione vesuviana del 79 d.C." di Luigi Capasso.

Tra i vari scheletri esaminati, molto probabilmente, vi è anche quello di un antico conducente di carri o vetturino (lo scheletro repertato con la sigla "E2"), a questa conclusione si è giunti tenendo in debita considerazione le lesioni presenti sui resti. Le spoglie mortali presentano infatti segni di entesopatie su rotula, tibia e calcagno e sindesmopatie sulle ali del sacro  e sulle ali iliache; questo tipo di lesioni sono tipiche da chi svolgeva attività di cavaliere o di cocchiere, poichè riconducibili a postura e movimenti volti ad attutire gli urti prodotti dalla cavalcatura. Mentre i segni delle entesopatie presenti sulle falangi mostrano i segni del lavoro muscolare esercitato per serrare le mani sulle briglie.

Per chi volesse approfondire di seguito riporto l'anteprima di questo testo dispomibile su Google Libri.