venerdì 29 aprile 2016

Riconseguimento di patente di guida a seguito della revoca di altra già posseduta (Circ. Min. Infrastrutture e Trasporti Prot. n. 5262, 23 febbraio 2012)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE ED I SISTEMI INFORMATIVI E STATISTICI
Direzione generale per la motorizzazione
Divisione 5

Prot. n. 5262
Roma, 23 febbraio 2012

OGGETTO: Riconseguimento di patente di guida a seguito della revoca di altra già posseduta.

Si richiama l'attenzione di codesti Uffici sulla diversa disciplina derivante dall'applicazione di un provvedimento di revoca della patente emesso ai sensi dell'articolo 130 CdS, ovvero ai sensi dell'articolo 219 CdS, nel caso in cui il destinatario di tale provvedimento intenda riacquisire un titolo abilitativo alla guida.
REVOCA EX ART. 130 CDS:
- è sempre disposta da un Ufficio della Motorizzazione;
- l'interessato può conseguire una nuova patente di guida allorché siano cessati i motivi che hanno determinato il provvedimento;
- l'interessato può conseguire direttamente una patente di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata, senza che siano operanti i criteri di propedeuticità previsti dall'articolo 116 per il conseguimento delle patenti di categoria C, D ed E;
- alla nuova patente non si applicano le disposizioni relative ai neopatentati, nemmeno con riferimento alla gestione del punteggio.
Pertanto, in tal caso, sulla nuova patente dovrà essere riportata la data di abilitazione della patente precedente.
REVOCA EX ART. 219 CDS:
- è emesso dal prefetto del luogo della commessa violazione, che dà comunicazione dell'ordinanza all'UMC competente territorialmente;
- l'interessato può conseguire una nuova patente di guida solo quando siano trascorsi almeno due anni dal momento in cui è divenuto definitivo il provvedimento di revoca; dovranno trascorrere almeno tre anni dalla data di accertamento del reato, se la revoca è disposta per violazione degli articoli 186, 186-bis o 187 CdS;
- ai fini del conseguimento della nuova patente di guida dovranno essere rispettati i criteri di propedeuticità di cui all'articolo 116 CdS;
- in relazione alla nuova patente conseguita, il titolare sarà soggetto a tutte le disposizioni in materia di neopatentati, ivi comprese quelle relative alla gestione del punteggio.
Pertanto, in tal caso, sulla nuova patente non dovrà essere riportata la data di abilitazione della patente precedente e la data abilitazione coinciderà con la data rilascio della nuova patente.
Si richiama infine l'attenzione sulla circostanza che, in nessun caso, dal conseguimento per esame di una nuova patente di guida, a seguito di revoca di quella precedentemente posseduta, potrà derivare l'abilitazione alla guida di veicoli della categoria A, qualora quella precedentemente posseduta fosse a tal fine idonea.
Infatti, ai sensi di quanto disposto dalla tabella dell'allegato IV del Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, recante "Disposizioni comunitarie in materia di patenti di guida e di recepimento della direttiva 2000/56/CE", la patente di categoria B:
- abilitava i titolari della stessa alla guida di veicoli della categoria A nell'ambito dei Paesi appartenenti all'UE ed al SEE, se conseguita prima del 1 gennaio 1986; ovvero
- abilitava i titolari alla guida dei predetti veicoli di categoria A esclusivamente entro l'ambito del territorio nazionale, se conseguita dopo tale data ma prima del 25 aprile 1988.
Nei casi di conseguimento per esame di nuova patente dopo un provvedimento di revoca, tuttavia, poiché la data di conseguimento della stessa è evidentemente successiva alle predette date, nessun diritto acquisito può essere vantato, né riconosciuto, con riferimento alla patente di categoria A.

IL DIRETTORE GENERALE
Arch. Maurizio Vitelli

mercoledì 27 aprile 2016

Revoca del certificato di abilitazione professionale a seguito di revoca della patente di guida (Circ. Min. Infrastrutture e Trasporti prot. MOT3/1819-2088-2254/M310, 10 maggio 2006)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI TERRESTRI
Direzione generale per la motorizzazione
 
 
Prot. n. MOT3/1819-2088-2254/M310
Roma, 10 maggio 2006
OGGETTO: Revoca del certificato di abilitazione professionale conseguente a revoca della patente di guida.

Pervengono frequentemente a questa Sede richieste di chiarimenti in ordine all’argomento in oggetto. Al riguardo, occorre rilevare che l’art. 311 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada (1) prevede che il certificato di abilitazione professionale può essere rilasciato solo a chi sia titolare di specifica patente di guida. Ne deriva, di conseguenza, che non può mantenere la titolarità del certificato di abilitazione professionale il conducente cui venga revocata la patente di guida.
Pertanto, quando gli Uffici provinciali adottano un provvedimento di revoca della patente di guida, devono revocare, contestualmente, anche il certificato di abilitazione professionale, qualora il destinatario del provvedimento stesso ne sia titolare.
  
IL DIRETTORE GENERALE
 dott. ing. Sergio Dondolini

lunedì 25 aprile 2016

Omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime: focus e tabella esplicativa dell'ASAPS

Dal 25 marzo è in vigore la Legge 23 marzo 2016, n. 41 che ha introdotto i reati di:
  • "omicidio stradale" (art. 589-bis Cod. Pen.);
  • "fuga del conducente in caso di omicidio stradale" (art. 589-ter. Cod. Pen.);
  • "lesioni personali stradali gravi e gravissime" (art. 590-bis Cod. Pen.);
  • "fuga del conducente in caso di lesioni personali stradali" (art. 590-ter. Cod. Pen.);
  • "computo delle circostanze" (art. 590-quater Cod. Pen.);
  • "definizione di strade urbane ed extraurbane" (art. 590-quinquies Cod. Pen.).
Oltre ai suddetti articoli del Codice Penale, la Legge 23 marzo 2016, n.41 ha modificato alcuni articoli del Codice di Procedura Penale per poter porre in essere gli accertamenti di rito in caso di sinistro e ha introdotto una serie delle pene detentive e delle sanzioni amministrative accessorie di revoca della patente.

Al fine di rendere più comprensibile le varie tipologie dei nuovi reati reati appena introdotti, le loro sanzioni, ulteriori circostanze aggravanti e attenuanti vi segnalo una pubblicazione redatta dall'Ufficio studi ASAPS (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale).

Cliccare sull'immagine per scaricare il PDF


Questo "schema operativo" fornisce attraverso una serie di tabelle sinottiche di facile consultazione tutte le varie tipologie di questi nuovi reati, le loro casistiche e le varie procedure da porre in essere. Per la meticolosa descrizione e la ricchezza di nozioni è di sicuro un supporto importante per chi voglia approfondire la tematica.

Siti web (fonti):


Fonti normative:

Notizie giuridiche correlate:
Omicidio stradale: lettura guidata e annotata alla legge n. 41 del 23 marzo 2016
di Domenico Potetti - Quella che segue è una sintesi frutto di una relazione ad un convegno tenuto dal Giudice Potetti del Tribunale Penale di Macerata. Buona lettura! (Paolo M. Storani) LETTURA GUIDATA E ANNOTATA ART. 589 BIS e TER c.p. (OMICIDIO STRADALE) Art. 589 bis, comma 1: "Chiunq ...
Fonte: Studiocataldi.it
Url: http://www.studiocataldi.it/articoli/22227-omicidio-stradale-la-legge-n-41-del-2016.asp?taxilex
Fonte: Cita un articolo nel tuo sito  (www.StudioCataldi.it)

Esempi esplicativi
Per un tamponamento si rischia la patente per 5 anni di revoca di patente
(Fonte: Sole 24 ore)
Sinistro stradale: incauta apertura della portiera da parte del trasportato, le responsabilità

sabato 23 aprile 2016

Articolo 589 bis codice penale: Omicidio stradale

Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale e’ punito con la reclusione da due a sette anni.

Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c), e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa la morte di una persona, e’ punito con la reclusione da otto a dodici anni.

La stessa pena si applica al conducente di un veicolo a motore di cui all’articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni per colpa la morte di una persona.

Salvo quanto previsto dal terzo comma, chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa la morte di una persona, e’ punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

La pena di cui al comma precedente si applica altresi’: 1) al conducente di un veicolo a motore che, procedendo in un centro urbano ad una velocita’ pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocita’ superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagioni per colpa la morte di una persona;

2) al conducente di un veicolo a motore che, attraversando un’intersezione con il semaforo disposto al rosso ovvero circolando contromano, cagioni per colpa la morte di una persona;

3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimita’ o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, cagioni per colpa la morte di una persona. Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena e’ aumentata se il fatto e’ commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, ovvero nel caso in cui il veicolo a motore sia di proprieta’ dell’autore del fatto e tale veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole, la pena e’ diminuita fino alla meta’. Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora il conducente cagioni la morte di piu’ persone, ovvero la morte di una o piu’ persone e lesioni a una o piu’ persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la piu’ grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non puo’ superare gli anni diciotto.

Articolo 590 bis codice penale: Lesioni personali stradali gravi o gravissime

Chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime.

Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c), e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno una lesione personale, è punito con la reclusione da tre a cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a sette anni per le lesioni gravissime.

Le pene di cui al comma precedente si applicano altresì al conducente di un veicolo a motore di cui all’articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime.

Salvo quanto previsto dal terzo comma, chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno lesioni personali, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a tre anni per le lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime.

Le pene di cui al comma precedente si applicano altresì:

1) al conducente di un veicolo a motore che, procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;

2) al conducente di un veicolo a motore che, attraversando un’intersezione con il semaforo disposto al rosso ovvero circolando contromano, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;

3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime.

Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena è aumentata se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, ovvero nel caso in cui il veicolo a motore sia di proprietà dell’autore del fatto e tale veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole, la pena è diminuita fino alla metà.

Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora il conducente cagioni lesioni a più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni sette.

(1)

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(1) il testo dell'articolo così come sostituito dalla Legge 23/03/2016, n. 41

venerdì 22 aprile 2016

Aria condizionata: è vietato tenerla accesa durante la sosta, multe da 216 a 432 euro

Si ricorda che, durante le soste, è vietato tenere l'automobile accesa al fine di tenere in funzione l'aria condizionata, si rischiano multe salate che vanno da 216 a 432 euro.

L'art. 157 al comma 7-bis del Codice della Strada recita quanto segue:
7-bis. È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 216 a euro 432.
Questo comma, inserito nel 2007 e modificato dalla legge 120/2010, è stato introdotto con lo scopo di tutelare l'ambiente. Sempre nell'anno 2010 ne fu proposta l'abrogazione, ma la proposta finì nel vuoto.

Aria condizionata (fonte Wikicommons)


Nell'anno 2010, con la circolare del Ministero dell'Interno Prot. n. 300/A/11310/10/101/3/3/9 del 12/08/2010 si chiarisce quanto segue:
22. Modifiche in materia di arresto, fermata e sosta dei veicoli e di divieto di fermata e di sosta dei veicoli - Art. 157 C.d.S.
Per effetto delle modifiche all'art. 7-bis dell'art. 157 del C.d.S., il divieto di tenere il motore acceso allo scopo di far funzionare l'impianto di condizionamento d'aria, è stato limitato alla sosta e non più anche alla fermata del veicolo...
Quindi si ribadisce che il divieto di tenere l'aria condizionata in funzione è limitato solo alla sosta del veicolo e non più alla fermata. A chiarire la differenza che c'è tra "sosta" e "fermata" è sempre l'art 157 del C.d.S. che al comma 1 riporta quanto segue:
 1. Agli effetti delle presenti norme:

a) per arresto si intende l'interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione;

b) per fermata si intende la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata. Durante la fermata, che non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione, il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia;

c) per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente;

d) per sosta di emergenza si intende l'interruzione della marcia nel caso in cui il veicolo è inutilizzabile per avaria ovvero deve arrestarsi per malessere fisico del conducente o di un passeggero.
Fonti normative: