giovedì 24 novembre 2016

Approvato il Decreto Fiscale: ora è legge

Il Senato ha approvato la conversione in legge del Decreto Fiscale, che diventa legge dello Stato a tutti gli effetti, in sintesi tra i provvedimenti contenuti nella nuova norma non possiamo non menzionare: la chiusura di Equitalia, la sanatoria delle cartelle, l'addio agli studi di settore e le novità introdotte per le partite IVA.

I punti salienti del Decreto, il cui gettito complessivo si stima in 4,6 miliardi di Euro, sono:

La chiusura di Equitalia
Dal primo luglio del 2017 Equitalia verrà chiusa e al suo posto ci sarà l'Agenzia delle Entrate - Riscossione. Questo nuovo ente si occuperà della riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali di comuni, province e delle loro partecipate. I dipendenti di Equitalia verranno inquadrati da questa costituenda struttura senza bisogno di nessuna procedura di selezione.
Questa nuova agenzia potrà avere accesso a tutte le banche dati e di fatto sarà una sorta di "grande fratello".

La rottamazione delle cartelle
L'operazione di rottamazione delle cartelle riguarderà i "ruoli" compresi tra il 2000 e il 2016. Saranno anche comprese le multe per le violazioni al Codice della Strada, limitatamente agli interessi inclusi quelli per il ritardato pagamento. Anche gli enti locali - regioni, province e comuni - potranno rottamare le cartelle "locali". Il termine ultimo per presentare domanda di rottamazione da parte degli interessati slitta al 31 marzo 2017.

Moratoria estiva del fisco
Il fisco andrà in vacanze dal 1° agosto al 4 settembre di ogni anno, congelando i termini di 30 giorni per il pagamento delle somme dovute a seguito dei controlli automatici, formali e della liquidazione delle imposte sui redditi a tassazione separata.
Inoltre, dall'1 al 31 agosto è prevista la sospensione dei termini per la trasmissione di documenti e informazioni richiesti dall'Agenzia delle Entrate (o da altri enti impositori) ai contribuenti.

Abolizione degli studi di settore
Questo decreto fiscale, tra le tante novità, abolisce anche gli studi di settore (ricordiamo che quelli inerenti al servizio taxi erano identificati dal codice "VG72A", reperibili nella pagina "Normative" di questo blog). Gli studi di settore verranno sostituiti da degli "indici sintetici" di affidabilità fiscale.

mercoledì 24 agosto 2016

Terremoto del 24 agosto: Protezione Civile attiva raccolta fondi

Su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con le Regioni colpite dal terremoto e grazie agli operatori di telefonia mobile e ai media, è stato attivato il numero 45500 per la raccolta di fondi attraverso l’invio di sms del costo di 2 euro. È possibile donare anche chiamando da rete fissa lo stesso numero. Il servizio è attivato con gli operatori nazionali Tim, Vodafone, Tre, Fastweb, CoopVoce, Wind e Infostrada, TWT, CloudItalia e PosteMobile. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione Civile che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma.

I maggiori danni si registrano nei Comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Si tratta di comuni piccoli, con numerose frazioni, e questo rende le operazioni particolarmente complesse.


sabato 23 luglio 2016

Codice della strada aggiornato con le novità sull'omicidio stradale (sito web ANVU)

Sul sito web dell'associazione "ANVU - Associazione Professionale Polizia Locale d'Italia" è disponibile, in versione pdf e navigabile", il Codice della Strada aggiornato.

Questa versione del Codice della Strada, realizzato dal Dott. Gianni Ferri, è aggiornata al 4 marzo 2016 e riporta anche le modifiche introdotte dalla nuova legge sull'omicidio stradale e sulle lesioni stradali.


A questo indirizzo è possibile scaricare la nuova versione del Codice della Strada:

Riscio' a Roma: la Sindaca Raggi firma la nuova ordinanza di "stop" in aree turistiche e storiche

La neo Sindaca di Roma, l'avv. Virginia Raggi, in data 21 luglio ha emanato la nuova ordinanza tesa ad interdire la circolazione dei risciò nelle aree di maggior interesse turistico e storico.
Questa nuova ordinanza di fatto riprende quella che fu precedentemente emanata dal Commissario Straordinario di Roma Francesco Paolo Tronca, scaduta il 30 giugno 2016, che vietava in alcune zone della citta la pratica del trasporto di persone dietro pagamento a mezzo di velocipedi (i cosidetti "risciò") in alcune zone del centro della "città eterna".
Nella nuova ordinanza, con scadenza il 30 novembre 2016, viene allargata l'area di interdizione ai risciò includendo la zona intorno la basilica di S. Pietro e viene preannunciato l'avvio delle consultazioni ed incontri per la redazione di un regolamento "ad hoc" che disciplini questo nuovo tipo di servizio di trasporto. Ricordiamo la recente pronuncia del TAR del Lazio che, con la sentenza n.6208/2016, ribadiva che per l'attività del trasporto di terze persone -dietro pagamento di un corrispettivo- effettuato a mezzo di velocipedi è necessaria la relativa autorizzazione NCC.

Fonti normative:

venerdì 17 giugno 2016

Cisiarii: i tassisti dell'antica Roma

Il trasporto di persone e merci su strada nell'antica Roma era svolto dai "Cisiarii" con i loro carri a 2 ruote (i cisium). Nel caso erano chiamati a trasportare merci i Cisiarii utilizzavano le più robuste carrughe (carri per trasporti pesanti a 4 ruote). I trasporti venivano effettuati dietro il pagamento di un corrispettivo, i Cisarii erano quindi i tassisti e gli spedizionieri della Roma antica.

Sulla corporazione dei Cisarii si è appreso molto durante gli scavi ed i restauri dell'area archeologica di Ostia antica, nel sito in questione, tra le quasi venti terme private vi sono anche quelle riservate ai cisarii.

Le terme dei Cisarii, di cui sono ben conservati i mosaici e il sistema di riscaldamento, sono nei pressi della Porta Romana dove i cisarii attendevano i viaggiatori e le merci da trasportare a Roma.

Di particolare importanza è il mosaico che si trova nel frigidarium delle terme, qui infatti si vedono scene delle attività svolte dai Cisarii. 

Terme dei Cisarii - Mosaico del frigidarium
Qui possiamo ammirare il mosaico quadrangolare del frigidario, grossolanamente restaurato nel III secolo. Riproduce due cinte murarie, tra le quali si svolgono scene a tema marino o tratte dalle attività tipiche dei Cisiarii; questi ultimi svolgevano i loro servizi sia con lacisium, carrozza a due ruote per il servizio passeggeri, sia con la carruca, a quattro ruote per il trasporto di merci e bagagli. Sono riportate anche scritte scherzose sui nomi dei muli: Pudes (il timido), Podacrosus (quello con la gotta), ecc.

Mosaico del frigidarium (particolare) - Nomi dei muli 

giovedì 9 giugno 2016

Risciò: è obbligatoria la licenza (TAR Lazio sentenza n.6208/2016)

Secondo il T.A.R. del Lazio, che si è pronunciato con la sentenza n°6208/2016, anche i risciò per poter svolgere l'attività di trasporto di persone hanno bisogno della relativa autorizzazione comunale.

Nel caso di specie la pronunzia del TAR è intervenuta a dirimere il ricorso di una cooperativa ONLUS, che si occupa del reinserimento di detenuti ed ex detenuti attraverso il ricollocamento lavorativo attraverso un servizio di "ciclotaxi", contro un provvedimento del Comune di Roma che ne vietava l'esercizio nel centro storico della città.
Sulla scorta delle modifiche apportate al codice della strada, anche i risciò risultano tra i veicoli che possono essere adibiti al servizio da noleggio con conducente, attività per cui è obbligatoria una autorizazione amministrativa e di una apposita regolamentazione da parte dell'amministrazione che la rilascia.
A nulla è valso il principio del silenzio-assenso richiamato da parte dei ricorrenti, in quanto secondo quanto previsto dalla legge 21/92 dette autorizzazioni devono essere rilasciate attraverso "bando di concorso pubblico". 

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lunedì 6 giugno 2016

Tassista trova portafoglio con dentro 1056 euro e lo riconsegna

La vicenda è successa su un taxi di Roma, un tassista ritrova nel suo taxi un portafoglio contenente 1056 euro e lo riconsegna.
L'accaduto mi è stato raccontato personalmente dal protagonista, Giuseppe Portaro, visto che ci conosciamo.
verbale di riconsegna portafoglio tassista roma
Nella giornata del 2 guigno Giuseppe, presso lo scalo ferroviario di Roma Termini, prende a bordo del suo taxi un quarantanovenne di Novara che si recava presso l'ospedale Santo Spirito per far visita alla madre che lì era ricoverata. Durante la discesa dal taxi al cliente cade il portafoglio.
Rinvenuto il portafoglio, Giuseppe non esita a consegnarlo ai vigili urbani della "squadra vetture" del GPIT della Polizia Locale di Roma Capitale che erano in servizio presso la stazione FFSS di Roma Termini.
Gli agenti del GPIT, appena ricevuto il portafoglio, redigono il verbale di presa in consegna dello stesso che Giuseppe mi mostra con orgoglio, nel porgermelo mi dice «Ho solo fatto il mio dovere. Non sarei riuscito a dormire la notte». Grazie alla presenza dei documenti d'identità del proprietario all'interno del portafogli smarrito si è provveduto ad una celere riconsegna dello stesso al legittimo proprietario.


venerdì 29 aprile 2016

Riconseguimento di patente di guida a seguito della revoca di altra già posseduta (Circ. Min. Infrastrutture e Trasporti Prot. n. 5262, 23 febbraio 2012)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE ED I SISTEMI INFORMATIVI E STATISTICI
Direzione generale per la motorizzazione
Divisione 5

Prot. n. 5262
Roma, 23 febbraio 2012

OGGETTO: Riconseguimento di patente di guida a seguito della revoca di altra già posseduta.

Si richiama l'attenzione di codesti Uffici sulla diversa disciplina derivante dall'applicazione di un provvedimento di revoca della patente emesso ai sensi dell'articolo 130 CdS, ovvero ai sensi dell'articolo 219 CdS, nel caso in cui il destinatario di tale provvedimento intenda riacquisire un titolo abilitativo alla guida.
REVOCA EX ART. 130 CDS:
- è sempre disposta da un Ufficio della Motorizzazione;
- l'interessato può conseguire una nuova patente di guida allorché siano cessati i motivi che hanno determinato il provvedimento;
- l'interessato può conseguire direttamente una patente di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata, senza che siano operanti i criteri di propedeuticità previsti dall'articolo 116 per il conseguimento delle patenti di categoria C, D ed E;
- alla nuova patente non si applicano le disposizioni relative ai neopatentati, nemmeno con riferimento alla gestione del punteggio.
Pertanto, in tal caso, sulla nuova patente dovrà essere riportata la data di abilitazione della patente precedente.
REVOCA EX ART. 219 CDS:
- è emesso dal prefetto del luogo della commessa violazione, che dà comunicazione dell'ordinanza all'UMC competente territorialmente;
- l'interessato può conseguire una nuova patente di guida solo quando siano trascorsi almeno due anni dal momento in cui è divenuto definitivo il provvedimento di revoca; dovranno trascorrere almeno tre anni dalla data di accertamento del reato, se la revoca è disposta per violazione degli articoli 186, 186-bis o 187 CdS;
- ai fini del conseguimento della nuova patente di guida dovranno essere rispettati i criteri di propedeuticità di cui all'articolo 116 CdS;
- in relazione alla nuova patente conseguita, il titolare sarà soggetto a tutte le disposizioni in materia di neopatentati, ivi comprese quelle relative alla gestione del punteggio.
Pertanto, in tal caso, sulla nuova patente non dovrà essere riportata la data di abilitazione della patente precedente e la data abilitazione coinciderà con la data rilascio della nuova patente.
Si richiama infine l'attenzione sulla circostanza che, in nessun caso, dal conseguimento per esame di una nuova patente di guida, a seguito di revoca di quella precedentemente posseduta, potrà derivare l'abilitazione alla guida di veicoli della categoria A, qualora quella precedentemente posseduta fosse a tal fine idonea.
Infatti, ai sensi di quanto disposto dalla tabella dell'allegato IV del Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, recante "Disposizioni comunitarie in materia di patenti di guida e di recepimento della direttiva 2000/56/CE", la patente di categoria B:
- abilitava i titolari della stessa alla guida di veicoli della categoria A nell'ambito dei Paesi appartenenti all'UE ed al SEE, se conseguita prima del 1 gennaio 1986; ovvero
- abilitava i titolari alla guida dei predetti veicoli di categoria A esclusivamente entro l'ambito del territorio nazionale, se conseguita dopo tale data ma prima del 25 aprile 1988.
Nei casi di conseguimento per esame di nuova patente dopo un provvedimento di revoca, tuttavia, poiché la data di conseguimento della stessa è evidentemente successiva alle predette date, nessun diritto acquisito può essere vantato, né riconosciuto, con riferimento alla patente di categoria A.

IL DIRETTORE GENERALE
Arch. Maurizio Vitelli

mercoledì 27 aprile 2016

Revoca del certificato di abilitazione professionale a seguito di revoca della patente di guida (Circ. Min. Infrastrutture e Trasporti prot. MOT3/1819-2088-2254/M310, 10 maggio 2006)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI TERRESTRI
Direzione generale per la motorizzazione
 
 
Prot. n. MOT3/1819-2088-2254/M310
Roma, 10 maggio 2006
OGGETTO: Revoca del certificato di abilitazione professionale conseguente a revoca della patente di guida.

Pervengono frequentemente a questa Sede richieste di chiarimenti in ordine all’argomento in oggetto. Al riguardo, occorre rilevare che l’art. 311 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada (1) prevede che il certificato di abilitazione professionale può essere rilasciato solo a chi sia titolare di specifica patente di guida. Ne deriva, di conseguenza, che non può mantenere la titolarità del certificato di abilitazione professionale il conducente cui venga revocata la patente di guida.
Pertanto, quando gli Uffici provinciali adottano un provvedimento di revoca della patente di guida, devono revocare, contestualmente, anche il certificato di abilitazione professionale, qualora il destinatario del provvedimento stesso ne sia titolare.
  
IL DIRETTORE GENERALE
 dott. ing. Sergio Dondolini

lunedì 25 aprile 2016

Omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime: focus e tabella esplicativa dell'ASAPS

Dal 25 marzo è in vigore la Legge 23 marzo 2016, n. 41 che ha introdotto i reati di:
  • "omicidio stradale" (art. 589-bis Cod. Pen.);
  • "fuga del conducente in caso di omicidio stradale" (art. 589-ter. Cod. Pen.);
  • "lesioni personali stradali gravi e gravissime" (art. 590-bis Cod. Pen.);
  • "fuga del conducente in caso di lesioni personali stradali" (art. 590-ter. Cod. Pen.);
  • "computo delle circostanze" (art. 590-quater Cod. Pen.);
  • "definizione di strade urbane ed extraurbane" (art. 590-quinquies Cod. Pen.).
Oltre ai suddetti articoli del Codice Penale, la Legge 23 marzo 2016, n.41 ha modificato alcuni articoli del Codice di Procedura Penale per poter porre in essere gli accertamenti di rito in caso di sinistro e ha introdotto una serie delle pene detentive e delle sanzioni amministrative accessorie di revoca della patente.

Al fine di rendere più comprensibile le varie tipologie dei nuovi reati reati appena introdotti, le loro sanzioni, ulteriori circostanze aggravanti e attenuanti vi segnalo una pubblicazione redatta dall'Ufficio studi ASAPS (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale).

Cliccare sull'immagine per scaricare il PDF


Questo "schema operativo" fornisce attraverso una serie di tabelle sinottiche di facile consultazione tutte le varie tipologie di questi nuovi reati, le loro casistiche e le varie procedure da porre in essere. Per la meticolosa descrizione e la ricchezza di nozioni è di sicuro un supporto importante per chi voglia approfondire la tematica.

Siti web (fonti):


Fonti normative:

Notizie giuridiche correlate:
Omicidio stradale: lettura guidata e annotata alla legge n. 41 del 23 marzo 2016
di Domenico Potetti - Quella che segue è una sintesi frutto di una relazione ad un convegno tenuto dal Giudice Potetti del Tribunale Penale di Macerata. Buona lettura! (Paolo M. Storani) LETTURA GUIDATA E ANNOTATA ART. 589 BIS e TER c.p. (OMICIDIO STRADALE) Art. 589 bis, comma 1: "Chiunq ...
Fonte: Studiocataldi.it
Url: http://www.studiocataldi.it/articoli/22227-omicidio-stradale-la-legge-n-41-del-2016.asp?taxilex
Fonte: Cita un articolo nel tuo sito  (www.StudioCataldi.it)

Esempi esplicativi
Per un tamponamento si rischia la patente per 5 anni di revoca di patente
(Fonte: Sole 24 ore)
Sinistro stradale: incauta apertura della portiera da parte del trasportato, le responsabilità

sabato 23 aprile 2016

Articolo 589 bis codice penale: Omicidio stradale

Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale e’ punito con la reclusione da due a sette anni.

Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c), e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa la morte di una persona, e’ punito con la reclusione da otto a dodici anni.

La stessa pena si applica al conducente di un veicolo a motore di cui all’articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni per colpa la morte di una persona.

Salvo quanto previsto dal terzo comma, chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa la morte di una persona, e’ punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

La pena di cui al comma precedente si applica altresi’: 1) al conducente di un veicolo a motore che, procedendo in un centro urbano ad una velocita’ pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocita’ superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagioni per colpa la morte di una persona;

2) al conducente di un veicolo a motore che, attraversando un’intersezione con il semaforo disposto al rosso ovvero circolando contromano, cagioni per colpa la morte di una persona;

3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimita’ o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, cagioni per colpa la morte di una persona. Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena e’ aumentata se il fatto e’ commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, ovvero nel caso in cui il veicolo a motore sia di proprieta’ dell’autore del fatto e tale veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole, la pena e’ diminuita fino alla meta’. Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora il conducente cagioni la morte di piu’ persone, ovvero la morte di una o piu’ persone e lesioni a una o piu’ persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la piu’ grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non puo’ superare gli anni diciotto.

Articolo 590 bis codice penale: Lesioni personali stradali gravi o gravissime

Chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime.

Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera c), e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno una lesione personale, è punito con la reclusione da tre a cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a sette anni per le lesioni gravissime.

Le pene di cui al comma precedente si applicano altresì al conducente di un veicolo a motore di cui all’articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il quale, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime.

Salvo quanto previsto dal terzo comma, chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cagioni per colpa a taluno lesioni personali, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a tre anni per le lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime.

Le pene di cui al comma precedente si applicano altresì:

1) al conducente di un veicolo a motore che, procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;

2) al conducente di un veicolo a motore che, attraversando un’intersezione con il semaforo disposto al rosso ovvero circolando contromano, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;

3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime.

Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena è aumentata se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o con patente sospesa o revocata, ovvero nel caso in cui il veicolo a motore sia di proprietà dell’autore del fatto e tale veicolo sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole, la pena è diminuita fino alla metà.

Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora il conducente cagioni lesioni a più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni sette.

(1)

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(1) il testo dell'articolo così come sostituito dalla Legge 23/03/2016, n. 41

venerdì 22 aprile 2016

Aria condizionata: è vietato tenerla accesa durante la sosta, multe da 216 a 432 euro

Si ricorda che, durante le soste, è vietato tenere l'automobile accesa al fine di tenere in funzione l'aria condizionata, si rischiano multe salate che vanno da 216 a 432 euro.

L'art. 157 al comma 7-bis del Codice della Strada recita quanto segue:
7-bis. È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 216 a euro 432.
Questo comma, inserito nel 2007 e modificato dalla legge 120/2010, è stato introdotto con lo scopo di tutelare l'ambiente. Sempre nell'anno 2010 ne fu proposta l'abrogazione, ma la proposta finì nel vuoto.

Aria condizionata (fonte Wikicommons)


Nell'anno 2010, con la circolare del Ministero dell'Interno Prot. n. 300/A/11310/10/101/3/3/9 del 12/08/2010 si chiarisce quanto segue:
22. Modifiche in materia di arresto, fermata e sosta dei veicoli e di divieto di fermata e di sosta dei veicoli - Art. 157 C.d.S.
Per effetto delle modifiche all'art. 7-bis dell'art. 157 del C.d.S., il divieto di tenere il motore acceso allo scopo di far funzionare l'impianto di condizionamento d'aria, è stato limitato alla sosta e non più anche alla fermata del veicolo...
Quindi si ribadisce che il divieto di tenere l'aria condizionata in funzione è limitato solo alla sosta del veicolo e non più alla fermata. A chiarire la differenza che c'è tra "sosta" e "fermata" è sempre l'art 157 del C.d.S. che al comma 1 riporta quanto segue:
 1. Agli effetti delle presenti norme:

a) per arresto si intende l'interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione;

b) per fermata si intende la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata. Durante la fermata, che non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione, il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia;

c) per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente;

d) per sosta di emergenza si intende l'interruzione della marcia nel caso in cui il veicolo è inutilizzabile per avaria ovvero deve arrestarsi per malessere fisico del conducente o di un passeggero.
Fonti normative:

venerdì 18 marzo 2016

Trasporto in soprannumero: anche i bambini sono considerati passeggeri

E' possibile trasportare in macchina uno o più bambini in braccio quando tutti i posti a sedere sono occupati da adulti?
La risposta è no, questa pratica oltre che potenzialmente pericolosa per l'incolumità dei piccoli, è un illecito sanzionabile ai sensi dell'art. 169 del Codice della Strada e, in caso di sinistro, causa di rivalsa nei confronti dell'automobilista da parte della compagnia assicuratrice del veicolo.

Per essere più precisi questo particolare tipo di trasporto, era consentito fino all'8 maggio 2009, solo su veicoli immatricolati ad uso di trasporto promiscuo di persone e di cose con massimo due bambini di età inferiore a 10 anni.

L'art. 169 del Codice della Strada, nello specifico i commi 2 e 5 dopo l'8 maggio 2009, prescrive infatti che il numero delle persone che posso prendere posto su un veicoli non può superare quello previsto dalla carta di circolazione. L'evidente conseguenza di quanto appena esposto è che i bambini, di qualsiasi età, sono comunque considerati passeggeri tanto quanto lo sono gli adulti.

Qualora questa infrazione venga commessa su una autovettura la sanzione va da 41 a 168 euro e, in caso di incidente, la compagnia assicutatrice del veicolo eserciterebbe il diritto di rivalsa nei confronti del conducente. Oltre a dover pagare la multa, il conducente del veicolo, dovrebbe risarcire la sua assicurazione dei soldi che ha dovuto elargire a causa del sinistro.

Art. 169. Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore.

1. In tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida.

2. Il numero delle persone che possono prendere posto sui veicoli, esclusi quelli di cui al comma 5, anche in relazione all'ubicazione dei sedili, non può superare quello indicato nella carta di circolazione. (1)

3. Il numero delle persone che possono prendere posto, sedute o in piedi, sugli autoveicoli e filoveicoli destinati a trasporto di persone, escluse le autovetture, nonché il carico complessivo del veicolo non possono superare i corrispondenti valori massimi indicati nella carta di circolazione; tali valori sono fissati dal regolamento in relazione ai tipi ed alle caratteristiche di detti veicoli.

4. Tutti i passeggeri dei veicoli a motore devono prendere posto in modo da non limitare la libertà di movimento del conducente e da non impedirgli la visibilità. Inoltre, su detti veicoli, esclusi i motocicli e i ciclomotori a due ruote, il conducente e il passeggero non devono determinare sporgenze dalla sagoma trasversale del veicolo.

5. Fino all'8 maggio 2009 sulle autovetture e sugli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose e' consentito il trasporto in soprannumero sui posti posteriori di due bambini di età inferiore a dieci anni, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici. (2)

6. Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell'art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.

7. Chiunque guida veicoli destinati a trasporto di persone, escluse le autovetture, che hanno un numero di persone e un carico complessivo superiore ai valori massimi indicati nella carta di circolazione, ovvero trasporta un numero di persone superiore a quello indicato nella carta di circolazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674.

8. Qualora le violazioni di cui al comma 7 sono commesse adibendo abusivamente il veicolo ad uso di terzi, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682, nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione da uno a sei mesi, a norma del capo I, sezione II, del titolo VI.

9. Qualora le violazioni di cui al comma 7 siano commesse alla guida di una autovettura, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168.

10. Chiunque viola le altre disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335.

sabato 13 febbraio 2016

Fermo amministrativo: sospensione in caso si paghi la prima rata

Buone notizie per i contribuenti che hanno un procedimento di fermo amministrativo sul proprio veicolo: l'accesso alla rateizzazione del debito con Equitalia, può ora a prescindere dalla data di richiesta di questa, permettere la possibilità di poter di nuovo circolare col proprio mezzo sopposto a fermo amministrativo.

In buona sostanza, grazie all'accordo raggiunto tra Equitalia e P.R.A. sarà possibile, una volta concessa la rateizzazione e pagata la prima rata di questa, continuare a circolare col proprio veicolo neutralizzando gli effetti del fermo amministrativo che su di esso grava.

Tutto ciò indipendentemente dal fatto che la richiesta di rateizzazione sia stata richiesta prima o dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n.159/2015. Detto provvedimento in parole povere comporta l'impossibilità di cancellare il fermo iscritto disposto della concessione della rateizzazione dovendo attendere l'estinzione totale del debito con Equitalia prima di poter tornare a circolare.

Ribadiamo che per ottenere l'autorizzazione alla sospensione del fermo amministrativo è necessario che:
  1. sia stata concessa la rateizzazione di tutte le cartelle che hanno generato il provvedimento del fermo amministrativo;
  2. che sia stata pagata per intero la prima rata del piano di rateizzazione;
  3. che la rateizzazione sia stata concessa dopo il 22 ottobre 2015, per quelle precedenti il fermo veniva cancellato in automatico.
Sarà possibile quindi recarsi al P.R.A., e dietro la presentazione di una apposita dichiarazione di rateizzazione rilasciata da Equitalia, richiedere ed ottenere che venga annotata la sospesione della misura cautelare del fermo amministrativo del veicolo. Detta sospensiva consentirà quindi di poter nuovamente circolare con il mezzo.

mercoledì 20 gennaio 2016

Bollo auto, prescrizione triennale anche dopo l’accertamento

Bollo auto, prescrizione triennale anche dopo l’accertamento.

Bollo auto nel dettaglio.
 
Per quanto riguarda le tasse automobilistiche, il termine di prescrizione relativo alla riscossione è triennale.
 
Questo, anche qualora sia stato notificato entro i termini un avviso di accertamento, laddove, entro i successivi 3 anni, non sia intervenuto alcun altro atto interruttivo della prescrizione. È quanto confermato recentemente dalla Commissione Tributaria Provinciale di Bari.

Pertanto, se sono trascorsi più di 3 anni dalla ricezione di un avviso di accertamento per le tasse automobilistiche, senza che siano stati notificati altri atti volti alla riscossione, il credito è prescritto, anche se è stato iscritto a ruolo ed appare nell’Estratto Conto Equitalia.

Ma andiamo per ordine, e cerchiamo di capire come funziona il meccanismo della prescrizione relativamente alla riscossione dei bolli auto.

Prescrizione bollo auto

Se un contribuente non paga il bollo auto, o lo paga in misura inferiore al dovuto, l’azione dell’Amministrazione Finanziaria per il recupero del credito si prescrive il terzo anno successivo a quello del pagamento, o a quello in cui sarebbe dovuto essere effettuato il pagamento.

In pratica, se Tizio ha dimenticato di pagare il bollo auto nel 2010, e l’Agenzia delle Entrate non contesta niente entro il 31 dicembre 2013, non può più essere fatto nulla per riscuotere il credito. Se, dunque, a Tizio viene notificata una cartella relativa allo stesso credito dal 1° gennaio 2014 in poi, la pretesa non è legittima.


Prescrizione avviso di accertamento bollo auto

Lo stesso discorso vale laddove sia già stato regolarmente notificato, entro il termine triennale, un avviso di accertamento, se all’avviso non ha fatto seguito alcun atto interruttivo della prescrizione entro i successivi 3 anni (che decorrono dopo 60 giorni dall’avvenuta notifica).

Ad esempio, se Tizio ha dimenticato di pagare il bollo nel 2010 e gli viene notificato un avviso di accertamento il 1° settembre 2013, sarà “salvo” soltanto dal 31 dicembre 2016 in poi (poiché deve essere computata quale data di decorrenza della prescrizione il 61° giorno successivo alla notifica; dalla data in cui l’accertamento diviene definitivo, devono poi trascorrere ulteriori 3 anni). Dunque, qualora durante il 2016 gli sia notificata una cartella, non potrà far altro che pagare il dovuto.

Se invece l’avviso di accertamento fosse stato notificato nel dicembre 2013, il termine prescrizionale sarebbe “caduto” il 31 dicembre 2017, poiché l’atto sarebbe risultato definitivo nel 2014.

Certamente si tratta di un meccanismo piuttosto complesso e di non facile interpretazione, che si complica ulteriormente considerando il fatto che la normativa preveda termini prescrizionali differenti a seconda non solo del tipo di atto, ma anche delle modalità di notifica.


21 gennaio 2016

fonte laleggepertutti