lunedì 7 settembre 2015

Sinistro stradale: Incauta apertura della portiera da parte del trasportato, le responsabilità

Cosa succede quando il trasportato, aprendo incautamente lo sportello del veicolo su cui viaggia, provoca un sinistro stradale? Di chi è la colpa e quindi chi è tenuto al risarcimento del danno?

Questa casistica di sinistri investe molti aspetti delle norme che regolano i danni derivanti dalla circolazione stradale. Il punto cruciale su cui focalizzarci è la ripartizione della responsabilità il soggetto trasportato e il conducente e/o il proprietario del veicolo, e quindi per sintetizzare, tra il trasportato e la compagnia assicuratrice del veicolo.

Un valido punto di riferimento, anche se datato, in merito lo fornisce la Corte di Cassazione con una sentenza del 2002 che affronta con analiticità la questione inerente la copertura assicurativa di un veicolo durante tutte le fasi della circolazione del veicolo stesso.
Gli Ermellini, con la sentenza del 6/6/2002, n. 8216, hanno statuito che "nell’ampio concetto di circolazione stradale deve ritenersi compresa anche la situazione di arresto o di sosta". Risulta evidente che quindi la sosta o la fermata del veicolo non escludono l'operatività delle norme che regolano la circolazione stradale e, quindi, non è esclusa la copertura della polizza RC Auto.

Sulla base di questo assunto, che per i Supremi Giudici riguarda anche il caso in cui il terzo trasportato apra la portiera mentre il conducente si trovi fuori e lontano dal veicolo, si deve ritenere sussistente la responsabilità del conducente e/o proprietario, dunque della compagnia con cui è assicurato il veicolo.

E per quanto riguarda "l'incauto trasprortato"? Non è affatto salvo da responsabilità, anche lui è responsabile del danno provocato, secondo la norma che regola "la responsabilità per fatto illecito".


“In caso di danno provocato a un motociclista sopraggiungente dal terzo che, trasportato su di un'autovettura arrestata sulla pubblica via, abbia aperto lo sportello, senza prestare la dovuta attenzione, sussiste la responsabilità del predetto, ex art. 2043 c.c., nonché quella del proprietario e del conducente dell'autovettura, per la presunzione stabilita dall'art. 2054 c.c., atteso che, nell'ampio concetto di circolazione stradale deve ritenersi compresa anche la situazione di arresto o di sosta di un veicolo su strada o area pubblica di pertinenza della stessa; tale responsabilità si configura come solidale, stante l'imputabilità dell'unico evento dannoso alla condotta causalmente efficiente dei predetti soggetti, a nulla rilevando la diversità di titolo delle singole responsabilità”

 “L'assicurazione contro la responsabilità civile da circolazione di veicoli, costituendo applicazione dell'istituto dell'assicurazione della responsabilità civile di cui all'art. 1917 c.c. per danni arrecati a terzi, è diretta a garantire il patrimonio dei soggetti assicurati - tali essendo quelli di cui all'art. 2054 c.c. - non l'autoveicolo; ne deriva, pertanto, che il terzo trasportato a qualunque titolo - i cui danni alla persona, eventualmente subiti, sono coperti dall'assicurazione obbligatoria, a norma dell'art. 1 comma 2 l. 24 dicembre 1969 n. 990 - beneficia della disciplina dell'assicurazione medesima quale danneggiato, non quale danneggiante, sicché nei di lui confronti è ammissibile l'azione di rivalsa da parte dell'assicuratore della responsabilità civile che abbia risarcito il danno provocato dal predetto trasportato ad altro soggetto (nella specie, il terzo trasportato aveva improvvisamente ed incautamente aperto lo sportello destro dell'auto sulla quale viaggiava, provocando in tal modo lesioni al conducente di un motociclo che sopraggiungeva in fase di sorpasso dell'auto, arrestata sul lato sinistro della carreggiata)”

 Cassazione civile , sez. III, 06 giugno 2002, n. 8216

Codice Civile
Art. 2043 Risarcimento del fatto illecito

Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.
Di fatto c'è il concorso di due responsabilità solidali, quella del conducente e/o proprietario del veicolo (coperta dalla polizza RC auto) e quella del trasportato (che non ha copertura).

Il danneggiato, avendo la facoltà di scegliere, si farà risarcire dalla compagnia assicuratrice (il debitore più solvibile), la quale -una volta pagato- potrà in seguito agire in regresso contro il trasportato per la sua quota di responsabilità.
La suddivisione delle responsabilità avviene caso per caso, secondo la gravità delle rispettive colpe.

AGGIORNAMENTO A SEGUITO DELL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE 23/03/2016, n.41
 
Qualora l'incauto trasportato, che aprendo inavvertitamente lo sportello del veicolo, provochi un incidente (ad esempio la caduta di uno scooter) dal quale derivino lesioni gravi o gravissime o, peggio ancora, la morte della vittima risponderà penalmente del suo gesto.

Nello specifico, trattandosi di una violazione al codice della strada (l'incauta apertura dell sportello è una violazione di cui all'art. 157 co. 7 del C.d.S.), ma non essendo il conducente del veicolo a motore risponderà solo delle ipotesi base dei reati di omicidio colposo stradale o di lesioni personali colpose stradali:
  • nel caso di lesioni gravi: da 3 mesi ad 1 anno di reclusione;
  • nel caso di lesioni gravissime: da 1 a 3 anni di reclusione;
  • nel caso di morte: da 2 a 7 anni di reclusione.
IMPORTANTE:
NEL CASO IN CUI IL PASSEGGERO SI ALLONTANI O SI DIA ALLA FUGA FORNIRE LA MASSIMA DISPONIBILITA' ALLE FORZE DELL'ORDINE PER IDENTIFICARE IL PASSEGGERO!

Quanto detto in precedenza vi metterà al sicuro da un possibile procedimento penale per "favoreggiamento personale" (art. 378 codice penale).

Art. 378 Favoreggiamento personale

chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce [la pena di morte] l'’ergastolo o la reclusione, e fuori dai casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno ad eludere le investigazioni dell’'autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa, è punito con la reclusione fino a quattro anni.

Quando il delitto commesso è quello previsto dall’art. 416-bis, si applica, in ogni caso, la pena della reclusione non inferiore a due anni.

Se si tratta di delitti per i quali la legge stabilisce una pena diversa, ovvero di contravvenzioni, la pena è della multa fino a lire un milione.

Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando la persona aiutata non è imputabile o risulta che non ha commesso il delitto”.
FONTI NORMATIVE:
APPROFONDIMENTI

martedì 1 settembre 2015

Multa notificata oltre 90 giorni: ecco cosa fare

I termini della notifica di un verbale

L'art. 201 del Codice della Strada prevede che l'infrazione debba essere contestata immediatamente dall'agente accertatore (contestazione immediata), qualora ciò non sia possibile, il verbale deve essere notificato al trasgressore, se viene identificato, oppure a uno degli obbligati in solido col conducente entro 90 giorni dalla data di accertamento (contestazione differita). La notifica oltre i 90 giorni è consentita in specifici casi.

Art. 201. C.d.S.
Notificazione delle violazioni.

 1. Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell'art. 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento. Se si tratta di ciclomotore la notificazione deve essere fatta all'intestatario del contrassegno di identificazione. Nel caso di accertamento della violazione nei confronti dell'intestatario del veicolo che abbia dichiarato il domicilio legale ai sensi dell'articolo 134, comma 1-bis, la notificazione del verbale e' validamente eseguita quando sia stata effettuata presso il medesimo domicilio legale dichiarato dall'interessato. Qualora l'effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione la notificazione puo' essere effettuata agli stessi entro novanta giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell'archivio nazionale dei veicoli l'intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione e' posta in grado di provvedere alla loro identificazione. Per i residenti all'estero la notifica deve essere effettuata entro trecentosessanta giorni dall'accertamento. Quando la violazione sia stata contestata immediatamente al trasgressore, il verbale deve essere notificato ad uno dei soggetti individuati ai sensi dell'articolo 196 entro cento giorni dall'accertamento della violazione.

Il termine è per la notifica del verbale stato ridotto da 150 giorni a 90 giorni per effetto dell'art. 36 della legge n. 120/2010.
Come si calcolano i 90 giorni per la notifica

I giorni per la notifica del verbale cominciano a decorrere dal giorno successivo a quello in cui si è commessa la violazione e, come statuito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 477 del 2002, terminano il giorno in cui il comando di polizia consegna del plico contenente la multa alla posta. Per conoscere quest'ultima data bisognerà cercare nel verbale la dicitura "consegnato alle poste il..." oppure "spedito il..."

Se il verbale viene spedito oltre i 90 giorni è inefficace poichè decaduto, MA ATTENZIONE... L'INEFFICACIA E/O LA NULLITA' DEL VERBALE SI DEVE FARLA VALERE OPPONENDO RICORSO!

Il ricorso

In buona sostanza contro questo caso di specie il ricorso verterà "sulla violazione e falsa applicazione del disposto dell'art. 201 C.d.S. poichè il verbale è stato notificato tardivamente rispetto ai termini previsti dal presente articolo".

E' bene far presente che i ricorsi contro le multe sono di 3 tipi:
  • Autotutela: si presenta presso l'ente che ha elevato il verbale;
  • Prefetto: si presenta entro 60 giorni presso la prefettura del luogo in cui è avvenuta la violazione oggetto del verbale;
  • Giudice di pace: si presenta entro 30 giorni presso il giudice di pace del foro che ha competenza territoriale sul luogo dove è avvenuta l'infrazione.
Volontariamente non vado oltre nel discorso in quanto ritengo giusto che chiunque si trovi alle prese con una multa, consigliato da un professionista del diritto di sua fiducia, decida ciò che ritiene meglio fare.

NORME DI RIFERIMENTO: