mercoledì 20 agosto 2014

Bollo auto: esenzioni e riduzioni

Il bollo auto è forse la tassa più odiata dagli automobilisti italiani, ma non tutti sanno che esistono delle categorie di veicoli che sono esentate dal pagamento del bollo auto oppure fruiscono di considerevoli riduzioni.

Vediamo in dettaglio quali sono le categorie di veicoli per cui è possibile chiedere l'esenzione o la riduzione del bollo auto:
  • veicoli utilizzati per il trasporto di disabili (esenzione)
  • veicoli alimentati esclusivamente a GPL o metano (riduzione del 75%, esenzione totale in alcune regioni come Lombardia e Piemonte)
  • veicoli elettrici a zero emissioni (esenzione per i primi 5 anni succesivi all'immatricolazione; dal 6° anno riduzione del 75% mentre in Lombardia e Piemonte esenzione totale)
  • veicoli storici o d'epoca (esenzione tramite il pagamento di un diritto annuo che varia da regione a regione)
Essendo la tassa automobilistica (bollo auto) un'imposta regionale, per avere maggiori informazioni su riduzioni ed esenzioni, vi consiglio di controllare in questa pagina:


E' presente una raccolta dellagliata di normative ed informazioni in merito alle domande per l'esenzione/riduzione del bollo auto.

martedì 19 agosto 2014

CQC: una circolare ministeriale chiarisce la scadenza per quelli rilasciati per documentazione

Il Ministero dei Trasporti con la circolare n° 18061 del 14/08/2014 chiarisce le scadenze dei CQC rilasciati per documentazione (ovvero i CQC rilasciati senza che il conducente abbia sostenuto il corso e superato il relativo esame).
La circolare ministeriale n°18061 fuga tutti i dubbi che si sono creati con l'emanazione del Decreto Ministeriale del 24 luglio 2014 in cui veniva prorogata la scadenza dei CQC rilasciati per documentazione al 9 settembre 2020 per il trasporto persone e al 9 settembre 2021 per il trasporto di merci.
In virtù di questo chiarimento le scadenze per i CQC rilasciati per documentazione sono:
  • CQC trasporto persone sulle quali è riportata la data di validità "9 settembre 2013" sono valide fino al 9 settembre 2015;
  • CQC trasporto merci sulle quali è riportata la data di validità "9 settembre 2014" sono valide fino al 9 settembre 2016.

lunedì 11 agosto 2014

Direttiva 2006/123/CE "Direttiva Bolkenstein" e i taxi

La direttiva 2006/123/CE del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno, conosciuta anche col nome di "Direttiva Bolkenstein", è stata recepita in Italia col Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n.59.

Analizziamo ora cosa viene detto in questa direttiva in merito all'argomento "taxi" (si fa presto a dire "libero mercato" e "liberalizzazioni"):

È opportuno che le disposizioni della presente direttiva relative alla libertà di stabilimento e alla libera circolazione dei servizi si applichino soltanto nella misura in cui le attività in questione sono aperte alla concorrenza e non obblighino pertanto gli Stati membri a liberalizzare i servizi d’interesse economico generale, a privatizzare gli enti pubblici che forniscono tali servizi o ad abolire i monopoli esistenti per quanto riguarda altre attività o certi servizi di distribuzione.(punto 8 delle premesse)
 ...I servizi d’interesse generale non rientrano nella definizione di cui all’articolo 50 del trattato e sono pertanto esclusi dall’ambito di applicazione della presente direttiva. I servizi d’interesse economico generale sono servizi che, essendo prestati dietro corrispettivo economico, rientrano nell’ambito di applicazione della presente direttiva. Tuttavia, alcuni servizi d’interesse economico generale, per esempio quelli che possono esistere nel settore dei trasporti, sono esclusi dall’ambito di applicazione della presente direttiva, ...
(punto 17 delle premesse)
 I servizi di trasporto, compresi i trasporti urbani, i taxi e le ambulanze nonché i servizi portuali, sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva.
(punto 21 delle premesse)
Procedendo nella lettura del corpo della Direttiva "Bolkenstein" si legge nell'articolo 2:
Articolo 2

Campo di applicazione
1.   La presente direttiva si applica ai servizi forniti da prestatori stabiliti in uno Stato membro.
2.   La presente direttiva non si applica alle attività seguenti:
...
d) i servizi nel settore dei trasporti, ivi compresi i servizi portuali, che rientrano nell’ambito di applicazione del titolo V del trattato CE;
 Quindi, alla luce di quanto esposto in precedenza, il servizio Taxi è escluso dal campo di applicazione della Direttiva 2006/123/CE.

SCARICA LA DIRETTIVA 2006/123/CE (con evidenziati gli articoli citati sopra in pdf)

mercoledì 6 agosto 2014

NON COMMETTE FAVOREGGIAMENTO IL TASSISTA CHE ACCOMPAGNA UNA PROSTITUTA (CASS. PEN. 33160/2013)

Questa sentenza, pur non riguardando direttamente il servizio taxi, stabilisce un principio importante: la differenza tra favoreggiamento ed erogazione di un servizio o prestazione.
I giudici della Corte di Cassazione nella sentenza n.33160/2013 statuitscono che:

... la condotta del conducente di un taxi, che si limiti ad accompagnare con l'autovettura sul luogo di lavoro persone dedite al meretricio, anche fuori dall'orario di servizio, facendo pagare le ordinarie tariffe per la corsa, in quanto tale attività costituisce adempimento dell'obbligazione oggetto del contratto di trasporto (Sez. 3, 14.6.2007, n. 35718, Cavina, m. 237551);
E più ancora:
... In tutti questi casi si tratta di soggetti che stipulano con la prostituta un normale negozio giuridico fornendo una prestazione o un servizio al pari di quelli che renderebbero a qualsiasi altra persona e che giustamente non vengono considerati responsabili di favoreggiamento solo perché il rapporto intercorre con una prostituta, sebbene la pubblicazione della pubblicità sul quotidiano e sul sito internet, o l'affitto ad ore di una camera d'albergo, o l'accompagnamento in taxi siano obiettivamente tali da agevolare l'attività della prostituta.

Non si vede pertanto la ragione per la quale la condotta del proprietario di un appartamento, che si limiti a darlo in godimento a prostitute perché vi abitino o vi esercitino l'attività, senza ulteriori e diverse prestazioni agevolatrici, debba invece rispondete di favoreggiamento della prostituzione, a differenza del gestore dell'albergo, o del direttore del quotidiano, o del tassista, o di chiunque altro fornisca una prestazione o un servizio alla prostituta.

IL TASSISTA PUO' PRELEVARE IL CLIENTE ANCHE FUORI DAL COMUNE DI APPARTENENZA (CASS.CIV. 22296/10)

Nessuna sanzione amministrativa va inflitta al tassista che, su chiamata del cliente fatta dal territorio comunale di competenza e di rilascio della licenza, lo va poi a prelevare in un altro Comune.
Secondo la legge il servizio di taxi può iniziare anche diversamente che con il prelevamento dell’utente: ad esempio, su chiamata del cliente, ma con la partenza del conteggio della tariffa sempre nel territorio comunale del rilascio della licenza.
La Cassazione con la sentenza 22296/10 ha confermato il verdetto del giudice di pace che aveva accolto l’opposizione di un tassista sanzionato per aver prelevato due passeggeri fuori dal Comune che gli aveva rilasciato la licenza. La Suprema corte, però, ha motivato la sua decisione : più che di prelevamento dell’utente - hanno detto i giudici di legittimità - si tratta di stabilire cosa debba intendersi per inizio del servizio. «Per inizio del servizio deve intendersi la messa del taxi a disposizione (al “servizio”, appunto) del cliente». Ciò comporta l’onerosità e l’esclusività: non può esservi, cioè, inizio del servizio a favore di un cliente se il tratto di strada percorso prima del prelevamento del medesimo è gratuito o se per quel tratto il taxi è occupato da un altro cliente. Insomma, non basta il semplice fatto che «il tassista si sia mosso dalla sua città per ordine del cliente, come invece ha ritenuto il giudice di pace».

CREMONA: GIUSTO IL DIVIETO AI TASSISTI DI PUBBLICIZZARE IL PROPRIO TELEFONO (TAR LOMBARDIA n.632/2004)

Il Comune di Cremona ha introdotto alcune modifiche al regolamento comunale Taxi-NCC tra le quali l'esclusività della pubblicizzazione del servizio taxi, ponendo espresso divieto ai tassisti di divulgare il proprio numero di cellulare.

Contro questa modifica del regolamento comunale alcuni tassisti hanno opposto ricorso al TAR della Lombardia sezione di Brescia, che con sentenza n. 632/2004 ha rigettato il ricorso.

L’esigenza di garantire l’accesso indifferenziato e la parità di trattamento comporta come necessaria conseguenza che ogni utente deve poter accedere al servizio avvalendosi del primo conducente disponibile, secondo un principio di casualità, evitando preventivi contatti diretti con i singoli operatori: il soggetto interessato non si rivolge direttamente all’una o all’altra persona ma solo a colui che è occasionalmente libero e disponibile e che, come tale, è tenuto a rispondere alla chiamata. L’introduzione di un sistema di contatti diretti comprometterebbe seriamente la funzionalità e la correttezza del servizio, in quanto i clienti che ignorano il recapito privato o il numero cellulare dei tassisti rischierebbero di non ricevere risposta poiché gli stessi operatori sarebbero impegnati ad evadere le proprie prenotazioni.

RAPALLO: E' CONSENTITO AI TASSISTI RICEVERE CHIAMATE DA PARTE DEI CLIENTI SUL CELLULARE (TAR LIGURIA n. 738/2005)

Questa sentenza ha di fatto rigettato il ricorso proposto da alcuni tassisti del comune di Rapallo contro un'articolo del regolamento comunale taxi nella parte in cui prevede:
  • dell’art. 22 punto n. 2 lett. b) che consente l’acquisizione delle corse al di fuori delle apposite zone di sosta e carico ed anche sulla base di chiamate pervenute tramite telefoni cellulari nella disponibilità del taxista;
  • le previsioni del medesimo art. 2 punto n. 2 lett. c) nella parte in cui consente la entrata in servizio di un’autovettura non collocata al primo posto della fila ogni qual volta il viaggiatore chieda di volersi servire di altra autovettura;
  • la previsione dell’art. 22 punto n. 2 lett. c) nella parte in cui consente che la richiesta di prestazione del servizio possa essere effettuata nelle zone di sosta e carco oltre che di persona o a mezzo di telefono pubblico comune a tutti i taxisti, anche tramite i telefoni cellulari personali dei singoli possessori delle licenze.
I giudici del TAR hanno motivato il rigetto del ricorso specificando che la chiamata da parte di un cliente sul cellulare di un tassista non è equiparabile ad una chiamata presso la rimessa NCC e che la telefonia mobile è tecnologia di facile accesso che non crea disparità o penalizzazioni tra i tassisti.

Questa sentenza è diametralmente opposta a quella emessa dal TAR della Lombardia (sentenza 632/2004) che vedeva i tassisti di Cremona opporsi al divieto di pubblicizzare il proprio numero di telefono cellulare.