giovedì 24 luglio 2014

Edipo e il diritto di precedenza: anche un re fu ucciso per una lite stradale

Ultimamente capita di aprire il giornale e di leggere di aggressioni, o peggio omicidi, riconducibili a liti che hanno a che fare con il traffico; notizie di questo tipo non sono nuove, leggendo nei testi antichi si scopre che fatti del genere si verificavano spesso.
Il caso forse più eclatante di omicidio per una lite stradale della storia è l'uccisione di Re Laio di Tebe per mano di suo figlio Edipo (proprio quello del famoso complesso tanto citato in psicanalisi).
La vicenda si svolse durante il viaggio intrapreso da Edipo da Corinto a Tebe in cerca dei suoi veri genitori. Giunto su un sentiero stretto Edipo si imbattè in Polifonte, che era l'araldo di Re Laio, il quale gli ordinava di indietreggiare al fine di consentire il passaggio del carro su cui viaggiava Re Laio. Polifonte, visto che Edipo non rispettava i suoi comandi,  uccise uno dei due cavalli che trainavano il carro su cui viaggiava Edipo. Accecato dall'ira Edipo uccise Polifonte e il Re Laio che era il suo padre naturale.
Ebbene sì, un Re un ucciso dal proprio figlio per una lite scoppiata per il diritto di precedenza tra i loro carri.
Questa vicenda è stata narrata dallo scrittore Apollodoro nella sua opera Biblioteca (libro III, paragrafi 51-52).
"Avendo sentito ciò e ritenendo di essere nato da coloro dai quali si deceva, lasciò Corinto e viaggiando su un carro attraverso la Focide si imbatte, su una via stretta, in Laio che procedeva su un carro. E poiché Polifonte (ora costui era araldo di Laio) gli ordinava di indietreggiare e avendogli ucciso uno dei due cavalli per la sua disobbedienza e per l'indugio, Edipo, adiratosi, uccise sia Polifonte sia Laio, e giunse a Tebe."
Apollodoro, opera Biblioteca (libro III, par 51-52)

Testo scritto in greco