mercoledì 7 maggio 2014

Dal 30 giugno 2014 scatta l'obbligo di accettare pagamenti effettuati con carte di credito per importi superiori a 30 Euro

Dal 30 giugno 2014 scatta l'obbligo, per tutti i professionisti e le aziende che vendono prodotti o che prestano servizi (architetti, ingegneri, avvocati, tassisti e molti altri pofessionisti e aziende), di accettare pagamenti dai propri clienti effettuati con bancomat e carte di credito per importi superiori a 30 Euro.
Il termine del 30 giugno 2014 è il termine ultimo fissato durante la fase di conversione del Decreto Legge 30 dicembre 2013, n. 150 convertito, con modificazioni, dalla Legge 27 febbraio 2014, n. 15 (meglio conosciuto come "Milleproroghe"). Infatti ha stabilito che:"Al fine di consentire alla platea degli interessati di adeguarsi all'obbligo di dotarsi di strumenti per i pagamenti mediante carta di debito (POS)" il termine originariamente fissato dal Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (conosciuto come Decreto Crescita 2.0) al 1 gennaio 2014 è stato posticipato al 30 giugno 2014.
E' utile ricordare che già è in vigore l'obbligo di accettare pagamenti elettronici per importi superiori ai 30 Euro per i professionisti e le aziende i cui fatturati dell'anno precedente superano i 200000 Euro. Questo è quanto dispone il Decreto ministeriale del Ministero per lo sviluppo economico del 24 gennaio 2014 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27-01-2014 ed entrato in vigore dopo 60 giorni dalla sua pubblicazione).

Art. 2
Ambito di applicazione
1. L'obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito di cui all'articolo 15, comma 4, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, si applica a tutti i pagamenti di importo superiore a trenta euro disposti a favore dei soggetti di cui all'articolo 1, lettera d), per l'acquisto di prodotti o la prestazione di servizi.

2. In sede di prima applicazione, e fino al 30 giugno 2014, l'obbligo di cui al comma 1 si applica limitatamente ai pagamenti effettuati a favore dei soggetti di cui all'articolo 1, lettera d), per lo svolgimento di attivita' di vendita di prodotti e prestazione di servizi il cui fatturato dell'anno precedente a quello nel corso del quale e' effettuato il pagamento sia superiore a duecentomila euro.
A nulla è valso il ricorso opposto di fronte al TAR del Lazio da parte del Consiglio nazionale degli Architetti avverso il Decreto Ministeriale di cui sopra, il TAR ha statuito che il costo economico "di certo non è irreparabile" respingendo così l'istanza del Coniglio nazionale degli Architetti con l'ordinanza n. 1932 del 30 aprile 2014.

AGGIORNAMENTO (30/06/2014)
Come si evince dalla Circolare n° 10-C-2014 del presidente del Consiglio Nazionale Forense, la normativa introduce un onere di dotarsi di POS e non un obbligo giuridico e, inoltre, non vi sono sanzioni per chi non vi adempie.
...A ben vedere, dunque, la disposizione in parola introduce un onere, piuttosto che un obbligo giuridico, ed il suo campo di applicazione è necessariamente limitato ai casi nei quali saranno i clienti a richiedere all’avvocato di potersi liberare dall’obbligazione pecuniaria a proprio carico per il tramite di carta di debito. Ipotesi che, considerate le prassi in uso nei fori, per molti colleghi potrebbe anche non verificarsi mai. In ogni caso, qualora il cliente dovesse effettivamente richiedere di effettuare il pagamento tramite carta di debito, e l’avvocato ne fosse sprovvisto, si determinerebbe semplicemente la fattispecie della mora del creditore, che, come noto, non libera il debitore dall’obbligazione. Nessuna sanzione è infatti prevista in caso di rifiuto di accettare il pagamento tramite carta di debito...
(brano estrapolato dalla Circolare n°10-C-2014 del Consiglio Nazionale Forense)

PER APPROFONDIRE: