domenica 30 novembre 2014

Cessione licenza taxi: non c'è plusvalenza se avviene gratuitamente di padre in figlio

Il trasferimento della licenza taxi da padre in figlio, a titolo gratuito, non costituisce cessione di azienda e di conseguenza non genera reddito fiscalmente imponibile (leggasi anche "tassabile"), questo è quanto si evince dalla lettura della sentenza n. 20533 del 29 settembre 2014 della Corte di Cassazione.
La suprema corte ha stabilito un principio importante per quanto riguarda l'accertamento induttivo, nello specifico che la cessione di una licenza taxi avvenuta all'interno di un nucleo familiare non costituisce immediatamente una cessione di azienda che generi dei redditti assoggettabili a tassazione.
La questione è nata da un contenzioso nato tra l'Agenzia delle Entrate un tassista che aveva trasferito la sua licenza taxi al figlio, all'ex tassista era notificato un accertamento (svolto con modalità induttive) inerente l'anno 2001 per la tassazione della plusvalenza derivante dalla cessione della licenza taxi avvenuta all'interno del proprio nucleo familiare.
Nel ricorso in Cassazione presentato dall'ex tassista è stato sostenuto che il giudice avrebbe eluso il dovere di previamente acclarare se, a fronte della cessione della licenza, un trasferimento di ricchezza si fosse effettivamente realizzato, anche in considerazione del fatto che la cessione era avvenuta tra padre e figlio (ed avvalendosi della clausola del regolamento comunale che consentiva il trasferimento per atto tra vivi a persona determinata "a richiesta dell’interessato, a persona da ultimo designata"), e perciò con atto presuntivamente gratuito, inidoneo a generare qualsivoglia plusvalenza imponibile. Ed invero, sosteneva il contribuente, in forza della suddetta disposizione di legge, il trasferimento per causa di morte o per atto gratuito non costituisce realizzo di plusvalenza.
Gli ermellini hanno accolto il ricorso rilevando che:
Nella specie di causa il giudicante si è indotto a respingere l'appello della parte contribuente sulla scorta del puro e semplice assunto che la plusvalenza realizzata a mezzo di cessione di azienda costituisce reddito fiscalmente rilevante, senza in alcun modo avere motivato il proprio convincimento in ordine alla natura onerosa della cessione di cui trattasi, e ciò per quanto la parte appellante avesse specificamente evidenziato che la cessione è intervenuta all'interno del nucleo familiare, elemento di fatto che certo avrebbe dovuto indurre il giudicante ad una specifica attenzione alle modalità con le quali la cessione qui oggetto di esame si è concretamente realizzata.
E d'altronde, non ci si può esimere dal considerare che anche in merito agli elementi presuntivi che si assumono debitamente considerati dall'Agenzia ai fini del ricorso al metodo induttivo di accertamento, la motivazione della sentenza appare apodittica ed illogica, avendo il giudicante ritenuto che la parte contribuente si sia sottratta all'onere di produrre "qualunque scritto potesse attestare il valore della transazione" ovvero "la documentazione idonea alla determinazione del corrispettivo conseguito", così dimostrando di avere dato per implicitamente presupposta la natura onerosa della cessione, senza però esplicitare le ragioni di una tale dirimente presupposizione.
Non par dubbio che siffatte motivazioni risultino apparenti più che apodittiche, e comunque insufficienti a consentire a questa Corte di assolvere al dovere di controllo della coerenza logica del provvedimento giudiziale.
A tal proposito giova ricordare l'art.58 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi)
Testo Unico del 22/12/1986 n. 917
Art. 58 - Plusvalenze.
Testo: in vigore dal 01/01/2004
             modificato da:  DLG del 12/12/2003 n. 344  art. 1 

1. Per le plusvalenze derivanti da cessione delle aziende, le disposizioni del comma 4 dell'articolo 86 non si applicano quando e' richiesta la tassazione separata a norma del comma 2 dell'articolo 17. Il trasferimento di azienda per causa di morte o per atto gratuito non costituisce realizzo di plusvalenze dell'azienda stessa; l'azienda e' assunta ai medesimi valori fiscalmente riconosciuti nei confronti del dante causa. I criteri di cui al periodo precedente si applicano anche qualora, a seguito dello scioglimento, entro cinque anni dall'apertura della successione, della societa' esistente tra gli eredi, la predetta azienda resti acquisita da uno solo di essi.

2. Le plusvalenze di cui all'articolo 87 non concorrono alla formazione del reddito imponibile in quanto esenti limitatamente al 60 per cento del loro ammontare.

3. Le plusvalenze dei beni relativi all'impresa concorrono a formare il reddito anche se i beni vengono destinati al consumo personale o familiare dell'imprenditore o a finalita' estranee all'esercizio dell'impresa.

SCARICA LA SENTENZA n. 20533 DEL 29/09/2014

martedì 9 settembre 2014

Noleggio con conducente: in alcuni casi è consentito l'uso del lampeggiante blu

Nelle grandi città, soprattutto Roma, è possibile vedere degli autoveicoli adibiti al servizio di noleggio con conducente (NCC) che sul tettino hanno il lampeggiante blu (quello usato dalle forze dell'ordine per intenderci).
In molti, increduli, si chiedono come sia possibile una cose del genere e se sia possibile.
La risposta è sì, è tutto regolare e non vi sono illeciti o abusi di nessun tipo in quanto vi sono normative specifiche che regolano questi casi e inoltre vi è l'autorizzazione da parte della Prefettura.
Vediamo cosa dicono le norme.

In Italia l'uso dei dispositivi supplementari di allarme acustici e visivi (meglio noti come "sirena" e "lampeggiante") è regolato dall'art.177 del Codice della Strada:

Art. 177. Circolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio, di protezione civile e delle autoambulanze.

1. L'uso del dispositivo acustico supplementare di allarme e, qualora i veicoli ne siano muniti, anche del dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu è consentito ai conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio e di protezione civile come individuati  dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti su proposta del Dipartimento  della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a quelli del corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico del Club Alpino Italiano, nonché agli organismi equivalenti, esistenti nella regione Valle d'Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano, a quelli delle autoambulanze e veicoli assimilati adibiti al trasporto di plasma ed organi, solo per l'espletamento di servizi urgenti di istituto. I predetti veicoli assimilati devono avere ottenuto il riconoscimento di idoneità al servizio da parte della Direzione generale della M.C.T.C.. L'uso dei predetti dispositivi  e'  altresì  consentito  ai  conducenti  delle autoambulanze, dei mezzi di soccorso  anche  per  il  recupero  degli animali o di vigilanza zoofila, nell'espletamento dei servizi urgenti di   istituto,   individuati   con   decreto   del   Ministro   delle infrastrutture  e  dei  trasporti.  Con  il  medesimo  decreto   sono disciplinate le condizioni alle quali il trasporto di un  animale  in gravi condizioni di  salute  può  essere  considerato  in  stato  di necessità, anche se effettuato da privati, nonché la documentazione che deve essere esibita, eventualmente  successivamente  all'atto  di controllo da  parte  delle  autorità  di  polizia  stradale  di  cui all'articolo 12, comma 1. Agli incroci regolati, gli agenti del traffico provvederanno a concedere immediatamente la via libera ai veicoli suddetti.

2. I conducenti dei veicoli di cui al comma 1, nell'espletamento di servizi urgenti di istituto, qualora usino congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza.

3. Chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli di cui al comma 1, o sulle strade adiacenti in prossimità degli sbocchi sulla prima, appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, ha l'obbligo di lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi. È vietato seguire da presso tali veicoli avvantaggiandosi nella progressione di marcia.

4. Chiunque, al di fuori dei casi di cui al comma 1, fa uso dei dispositivi supplementari ivi indicati è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335.

5. Chiunque viola le disposizioni del comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168.
Questo articolo del Codice della Strada è stato parzialmente derogato dal Ddl n° 2828 del del 27 giugno del 2002 che prevede la nomina temporanea temporanea per esigenze eccezionali ad "agente di pubblica sicurezza" per gli autisti di personalità investite di incarichi pubblici, questa nomina è rilasciata del Prefetto dopo che sono stati effettuati i controlli di rito da parte dell'UCIS (Ufficio Centrale Interforze di Sicurezza).

Normative correlate scaricabili

giovedì 4 settembre 2014

Contrassegno disabili: corretto uso durante la circolazione e la sosta

Molto spesso capita di vedere veicoli con esposto il contrassagno disabili circolare sulle corsie preferenziali e nelle zone a traffico limitato, tranquilli non ci sono violazioni del Codice della Strada.
Nel nostro paese la circolazione e la sosta dei veicoli che espongono il "contrassegno disabili" è soggetta ad alcune deroghe introdotte dal DPR 503/1996. Questo Decreto del Presidente della Repubblica è stato emanato con il giusto scopo di favorire la mobilità e l'abbattimento delle barriere architettoniche delle persone diversamente abili.

Vediamo nel dettaglio cosa è previsto dal DPR 503/1996, per i veicoli che espongono il contrassegno disabili è:

consentito di circolare:
  • nelle zone a traffico limitato, quando l'accesso sia consentito ad almeno una categoria di mezzi pubblici;
  • nelle zone a traffico controllato;
  • nelle aree pedonali, quando l'accesso sia consentito ad almeno una categoria di mezzi pubblici;
  • sulle corsie preferenziali;
  • quando vi siano limitazioni, blocchi o sospensione della circolazione (esempio targhe alterne, giornate ecologiche, ecc).
consentito sostare:
  • negli appositi parcheggi riservati fatta eccezione per quelli personalizzati;
  • in aree di parcheggio a tempo determinato senza esporre disco orario e senza limitazioni di orario;
  • suli parcheggi a pagamento, gratuitamente, se i parcheggi riservati siano occupati, se espressamente stabilito dal comune;
  • nelle zone a traffico limitato;
  • nelle zone a traffico controllato;
  • nelle aree pedonali;
  • done è vietata o limitata la sosta dei veicoli ma sempre in maniera di non arrecare intralcio alla circolazione.
Non è consentita la sosta:
  • dove vi sia il divieto di sosta con rimozione forzata;
  • dove vi sia il divieto di fermata;
  • in prossimità di: passi carrabili, attraversamenti pedonali, aree di fermata dei bus, corsie di scorrimento dei mezzi pubblici, ecc;
  • negli spazi riservati ai mezzi pubblici e al carico e scarico merci.

PER APPROFONDIRE:

Taxi e NCC: l'uso delle cinture di sicurezza

Ecco un breve riepilogo sull'impiego delle cinture di sicurezza sui taxi e sulle vetture adibite a noleggio con conducente.
Quante volte è capitato di sentire la fatidica domanda: "Devo mettere la cintura anche io che sono seduta dietro?" oppure "La cintura di sicurezza la deve usare anche il bambino?". Ecco le risposte a tutti questi quesiti.

Cinture di sicurezza: disposizioni di carattere generale
L'art. 172 del Codice della Strada prevede che le cinture di sicurezza debbano essere usate e correttamente indossate dal conducente dal conducente e dai passeggeri , fatta eccezione per i casi che vedremo in seguito, di tutti i veicoli a prescidere se siano adibiti al trasporto di persone o di cose e dalla loro massa o posti a sedere.

Cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta per bambini sui taxi o veicoli NCC
Sui taxi o su veicoli NCC vi è l'esenzione dall'impiego delle cinture di sicurezza per il trasporto di bambini di altezza inferiore a 1,50 m a patto che siano sui sedili posteriori e che siano accompagnati almeno da un passeggero di età non inferiore ai 16 anni. La presente disposizione vale anche se il trasporto si svolge fuori dai centri abitati.

Casi in cui si è esentati dall'uso di cinture di sicurezza sui taxi e veicoli NCC
Sono esentati dall'uso delle cinture di sicurezza sui taxi e sui veicoli NCC:
  • adulti e bambini di altezza inferiore a 1,50m;
  • persone affette da patologie che hanno come controindicazione l'uso delle cinture di sicurezza (attestata da certificazione medica che deve specificare la durata di validità);
  • persone la cui massa corporea è incompatibile con l'uso delle cinture di sicurezza;
Questo è quello che si evince dalla Circolare del Ministero dell'Interno n° 300/A/1/52739/109/123/3/4 del 14 luglio 2006.

martedì 2 settembre 2014

Decurtazione punti dal CQC: l'errata trascrizione degli estremi della patente non rende nullo il verbale

La Corte di Cassazione con la sentenza n° 28516 del 20 dicembre del 2013 ha stabilito che l'erronea tracrizione dei dati del CQC sul verbale di accertamento non rende annullabile il verbale stesso.

Nel caso di specie al conducente di camion era stata contestata un'infrazione che comportava la deurtazione dei punti patente, essendo alla guida del suo camion i punti dovevano essere decurtati dal CQC tipo C in suo possesso. Durante la compilazione del verbale l'agente accertatore ha erroneamente trascritto i dati della patente di guida invece dei dati inerenti il CQC.

La Suprema Corte ha stabilito che anche se c'è stato un errore materiale da parte dell'agente accertatore, trattandosi di un vizio formale facilmente emendabile, non è stato leso il diritto alla difesa del trasgressore e quindi l'accertamento e il conseguente verbale sono validi.

INUTILE DIRE CHE QUESTA SENTENZA VALE ANCHE PER IL CAP!

lunedì 1 settembre 2014

Multa per guida col telefonino: ecco un videoguida che illustra i motivi per un eventuale ricorso

Vi è stata recapitata una multa per l'uso del telefonino durante la guida? Ecco un interessante videotutorial che illustra i potenziali motivi su cui fondare un ricorso avverso questa tipologia di multa, ed altre simili come il mancato uso della cintura di sicurezza.
Questa videoguida che, è stata realizzata dall'Avv. Alberto Russo, offre in maniera chiara ed asaustiva una panoramica sui possibili vizi che rendono questi tipi di verbali contestabili.

mercoledì 20 agosto 2014

Bollo auto: esenzioni e riduzioni

Il bollo auto è forse la tassa più odiata dagli automobilisti italiani, ma non tutti sanno che esistono delle categorie di veicoli che sono esentate dal pagamento del bollo auto oppure fruiscono di considerevoli riduzioni.

Vediamo in dettaglio quali sono le categorie di veicoli per cui è possibile chiedere l'esenzione o la riduzione del bollo auto:
  • veicoli utilizzati per il trasporto di disabili (esenzione)
  • veicoli alimentati esclusivamente a GPL o metano (riduzione del 75%, esenzione totale in alcune regioni come Lombardia e Piemonte)
  • veicoli elettrici a zero emissioni (esenzione per i primi 5 anni succesivi all'immatricolazione; dal 6° anno riduzione del 75% mentre in Lombardia e Piemonte esenzione totale)
  • veicoli storici o d'epoca (esenzione tramite il pagamento di un diritto annuo che varia da regione a regione)
Essendo la tassa automobilistica (bollo auto) un'imposta regionale, per avere maggiori informazioni su riduzioni ed esenzioni, vi consiglio di controllare in questa pagina:


E' presente una raccolta dellagliata di normative ed informazioni in merito alle domande per l'esenzione/riduzione del bollo auto.

martedì 19 agosto 2014

CQC: una circolare ministeriale chiarisce la scadenza per quelli rilasciati per documentazione

Il Ministero dei Trasporti con la circolare n° 18061 del 14/08/2014 chiarisce le scadenze dei CQC rilasciati per documentazione (ovvero i CQC rilasciati senza che il conducente abbia sostenuto il corso e superato il relativo esame).
La circolare ministeriale n°18061 fuga tutti i dubbi che si sono creati con l'emanazione del Decreto Ministeriale del 24 luglio 2014 in cui veniva prorogata la scadenza dei CQC rilasciati per documentazione al 9 settembre 2020 per il trasporto persone e al 9 settembre 2021 per il trasporto di merci.
In virtù di questo chiarimento le scadenze per i CQC rilasciati per documentazione sono:
  • CQC trasporto persone sulle quali è riportata la data di validità "9 settembre 2013" sono valide fino al 9 settembre 2015;
  • CQC trasporto merci sulle quali è riportata la data di validità "9 settembre 2014" sono valide fino al 9 settembre 2016.

lunedì 11 agosto 2014

Direttiva 2006/123/CE "Direttiva Bolkenstein" e i taxi

La direttiva 2006/123/CE del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno, conosciuta anche col nome di "Direttiva Bolkenstein", è stata recepita in Italia col Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n.59.

Analizziamo ora cosa viene detto in questa direttiva in merito all'argomento "taxi" (si fa presto a dire "libero mercato" e "liberalizzazioni"):

È opportuno che le disposizioni della presente direttiva relative alla libertà di stabilimento e alla libera circolazione dei servizi si applichino soltanto nella misura in cui le attività in questione sono aperte alla concorrenza e non obblighino pertanto gli Stati membri a liberalizzare i servizi d’interesse economico generale, a privatizzare gli enti pubblici che forniscono tali servizi o ad abolire i monopoli esistenti per quanto riguarda altre attività o certi servizi di distribuzione.(punto 8 delle premesse)
 ...I servizi d’interesse generale non rientrano nella definizione di cui all’articolo 50 del trattato e sono pertanto esclusi dall’ambito di applicazione della presente direttiva. I servizi d’interesse economico generale sono servizi che, essendo prestati dietro corrispettivo economico, rientrano nell’ambito di applicazione della presente direttiva. Tuttavia, alcuni servizi d’interesse economico generale, per esempio quelli che possono esistere nel settore dei trasporti, sono esclusi dall’ambito di applicazione della presente direttiva, ...
(punto 17 delle premesse)
 I servizi di trasporto, compresi i trasporti urbani, i taxi e le ambulanze nonché i servizi portuali, sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva.
(punto 21 delle premesse)
Procedendo nella lettura del corpo della Direttiva "Bolkenstein" si legge nell'articolo 2:
Articolo 2

Campo di applicazione
1.   La presente direttiva si applica ai servizi forniti da prestatori stabiliti in uno Stato membro.
2.   La presente direttiva non si applica alle attività seguenti:
...
d) i servizi nel settore dei trasporti, ivi compresi i servizi portuali, che rientrano nell’ambito di applicazione del titolo V del trattato CE;
 Quindi, alla luce di quanto esposto in precedenza, il servizio Taxi è escluso dal campo di applicazione della Direttiva 2006/123/CE.

SCARICA LA DIRETTIVA 2006/123/CE (con evidenziati gli articoli citati sopra in pdf)

mercoledì 6 agosto 2014

NON COMMETTE FAVOREGGIAMENTO IL TASSISTA CHE ACCOMPAGNA UNA PROSTITUTA (CASS. PEN. 33160/2013)

Questa sentenza, pur non riguardando direttamente il servizio taxi, stabilisce un principio importante: la differenza tra favoreggiamento ed erogazione di un servizio o prestazione.
I giudici della Corte di Cassazione nella sentenza n.33160/2013 statuitscono che:

... la condotta del conducente di un taxi, che si limiti ad accompagnare con l'autovettura sul luogo di lavoro persone dedite al meretricio, anche fuori dall'orario di servizio, facendo pagare le ordinarie tariffe per la corsa, in quanto tale attività costituisce adempimento dell'obbligazione oggetto del contratto di trasporto (Sez. 3, 14.6.2007, n. 35718, Cavina, m. 237551);
E più ancora:
... In tutti questi casi si tratta di soggetti che stipulano con la prostituta un normale negozio giuridico fornendo una prestazione o un servizio al pari di quelli che renderebbero a qualsiasi altra persona e che giustamente non vengono considerati responsabili di favoreggiamento solo perché il rapporto intercorre con una prostituta, sebbene la pubblicazione della pubblicità sul quotidiano e sul sito internet, o l'affitto ad ore di una camera d'albergo, o l'accompagnamento in taxi siano obiettivamente tali da agevolare l'attività della prostituta.

Non si vede pertanto la ragione per la quale la condotta del proprietario di un appartamento, che si limiti a darlo in godimento a prostitute perché vi abitino o vi esercitino l'attività, senza ulteriori e diverse prestazioni agevolatrici, debba invece rispondete di favoreggiamento della prostituzione, a differenza del gestore dell'albergo, o del direttore del quotidiano, o del tassista, o di chiunque altro fornisca una prestazione o un servizio alla prostituta.

IL TASSISTA PUO' PRELEVARE IL CLIENTE ANCHE FUORI DAL COMUNE DI APPARTENENZA (CASS.CIV. 22296/10)

Nessuna sanzione amministrativa va inflitta al tassista che, su chiamata del cliente fatta dal territorio comunale di competenza e di rilascio della licenza, lo va poi a prelevare in un altro Comune.
Secondo la legge il servizio di taxi può iniziare anche diversamente che con il prelevamento dell’utente: ad esempio, su chiamata del cliente, ma con la partenza del conteggio della tariffa sempre nel territorio comunale del rilascio della licenza.
La Cassazione con la sentenza 22296/10 ha confermato il verdetto del giudice di pace che aveva accolto l’opposizione di un tassista sanzionato per aver prelevato due passeggeri fuori dal Comune che gli aveva rilasciato la licenza. La Suprema corte, però, ha motivato la sua decisione : più che di prelevamento dell’utente - hanno detto i giudici di legittimità - si tratta di stabilire cosa debba intendersi per inizio del servizio. «Per inizio del servizio deve intendersi la messa del taxi a disposizione (al “servizio”, appunto) del cliente». Ciò comporta l’onerosità e l’esclusività: non può esservi, cioè, inizio del servizio a favore di un cliente se il tratto di strada percorso prima del prelevamento del medesimo è gratuito o se per quel tratto il taxi è occupato da un altro cliente. Insomma, non basta il semplice fatto che «il tassista si sia mosso dalla sua città per ordine del cliente, come invece ha ritenuto il giudice di pace».

CREMONA: GIUSTO IL DIVIETO AI TASSISTI DI PUBBLICIZZARE IL PROPRIO TELEFONO (TAR LOMBARDIA n.632/2004)

Il Comune di Cremona ha introdotto alcune modifiche al regolamento comunale Taxi-NCC tra le quali l'esclusività della pubblicizzazione del servizio taxi, ponendo espresso divieto ai tassisti di divulgare il proprio numero di cellulare.

Contro questa modifica del regolamento comunale alcuni tassisti hanno opposto ricorso al TAR della Lombardia sezione di Brescia, che con sentenza n. 632/2004 ha rigettato il ricorso.

L’esigenza di garantire l’accesso indifferenziato e la parità di trattamento comporta come necessaria conseguenza che ogni utente deve poter accedere al servizio avvalendosi del primo conducente disponibile, secondo un principio di casualità, evitando preventivi contatti diretti con i singoli operatori: il soggetto interessato non si rivolge direttamente all’una o all’altra persona ma solo a colui che è occasionalmente libero e disponibile e che, come tale, è tenuto a rispondere alla chiamata. L’introduzione di un sistema di contatti diretti comprometterebbe seriamente la funzionalità e la correttezza del servizio, in quanto i clienti che ignorano il recapito privato o il numero cellulare dei tassisti rischierebbero di non ricevere risposta poiché gli stessi operatori sarebbero impegnati ad evadere le proprie prenotazioni.

RAPALLO: E' CONSENTITO AI TASSISTI RICEVERE CHIAMATE DA PARTE DEI CLIENTI SUL CELLULARE (TAR LIGURIA n. 738/2005)

Questa sentenza ha di fatto rigettato il ricorso proposto da alcuni tassisti del comune di Rapallo contro un'articolo del regolamento comunale taxi nella parte in cui prevede:
  • dell’art. 22 punto n. 2 lett. b) che consente l’acquisizione delle corse al di fuori delle apposite zone di sosta e carico ed anche sulla base di chiamate pervenute tramite telefoni cellulari nella disponibilità del taxista;
  • le previsioni del medesimo art. 2 punto n. 2 lett. c) nella parte in cui consente la entrata in servizio di un’autovettura non collocata al primo posto della fila ogni qual volta il viaggiatore chieda di volersi servire di altra autovettura;
  • la previsione dell’art. 22 punto n. 2 lett. c) nella parte in cui consente che la richiesta di prestazione del servizio possa essere effettuata nelle zone di sosta e carco oltre che di persona o a mezzo di telefono pubblico comune a tutti i taxisti, anche tramite i telefoni cellulari personali dei singoli possessori delle licenze.
I giudici del TAR hanno motivato il rigetto del ricorso specificando che la chiamata da parte di un cliente sul cellulare di un tassista non è equiparabile ad una chiamata presso la rimessa NCC e che la telefonia mobile è tecnologia di facile accesso che non crea disparità o penalizzazioni tra i tassisti.

Questa sentenza è diametralmente opposta a quella emessa dal TAR della Lombardia (sentenza 632/2004) che vedeva i tassisti di Cremona opporsi al divieto di pubblicizzare il proprio numero di telefono cellulare.

giovedì 24 luglio 2014

Edipo e il diritto di precedenza: anche un re fu ucciso per una lite stradale

Ultimamente capita di aprire il giornale e di leggere di aggressioni, o peggio omicidi, riconducibili a liti che hanno a che fare con il traffico; notizie di questo tipo non sono nuove, leggendo nei testi antichi si scopre che fatti del genere si verificavano spesso.
Il caso forse più eclatante di omicidio per una lite stradale della storia è l'uccisione di Re Laio di Tebe per mano di suo figlio Edipo (proprio quello del famoso complesso tanto citato in psicanalisi).
La vicenda si svolse durante il viaggio intrapreso da Edipo da Corinto a Tebe in cerca dei suoi veri genitori. Giunto su un sentiero stretto Edipo si imbattè in Polifonte, che era l'araldo di Re Laio, il quale gli ordinava di indietreggiare al fine di consentire il passaggio del carro su cui viaggiava Re Laio. Polifonte, visto che Edipo non rispettava i suoi comandi,  uccise uno dei due cavalli che trainavano il carro su cui viaggiava Edipo. Accecato dall'ira Edipo uccise Polifonte e il Re Laio che era il suo padre naturale.
Ebbene sì, un Re un ucciso dal proprio figlio per una lite scoppiata per il diritto di precedenza tra i loro carri.
Questa vicenda è stata narrata dallo scrittore Apollodoro nella sua opera Biblioteca (libro III, paragrafi 51-52).
"Avendo sentito ciò e ritenendo di essere nato da coloro dai quali si deceva, lasciò Corinto e viaggiando su un carro attraverso la Focide si imbatte, su una via stretta, in Laio che procedeva su un carro. E poiché Polifonte (ora costui era araldo di Laio) gli ordinava di indietreggiare e avendogli ucciso uno dei due cavalli per la sua disobbedienza e per l'indugio, Edipo, adiratosi, uccise sia Polifonte sia Laio, e giunse a Tebe."
Apollodoro, opera Biblioteca (libro III, par 51-52)

Testo scritto in greco

venerdì 27 giugno 2014

Autovelox: nulla la multa se la segnaletica non è ripetuta dopo l'incrocio

E' nulla la multa per eccesso di velocità, accertato con l'autovelox, se il cartello del limite di velocità non è ripetuto oltre l'incrocio. Questo è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n°11018/2014, che ha ribadito il principio che se vi è un limite di velocità che abbassa quello previsto per il tipo di strada, questo deve essere ripetuto ad ogni incrocio, altrimenti perde di efficacia.

La suprema Corte si è pronunciata dopo aver esaminato il ricorso di un automobilista al quale è stato contestato un eccesso di velocità, l'accertamento è stato effettuato  tramite autovelox. Gli Ermellini hanno accolto il ricorso senteziando che "Va infatti ritenuto che la mancanza della ripetizione del segnale poteva indurre il conducente a credere che la riduzione del limite di velocità disposta prima dell'intersezione fosse venuta meno, giacché il coordinamento tra l'art. 119 e l'art. 104 del Regolamento è da formulare nel senso che il limite di velocità imposto da un segnale cessi, per effetto del segnale di fine del limite, solo se ci si trova in presenza di un tratto di strada continuo".

MATERIALE CORRELATO:

sabato 14 giugno 2014

Aeroporto di Fiumicino: istituzione delle nuove ZTL e ZTC


Presso l'aeroporto romano "Leonardo da Vinci" sito in Fiumicino, dal 9 giugno sono in funzione le "Zone a traffico limitato" in corrispondenza dei varchi di accesso alle aree preposte per la salita e discesa passeggeri collocate di fronte agli "Arrivi" e "Partenze", mentre nelle rimanenti corsie di fronte le aerostazioni verranno istituite le "Zone a traffico controllato" che saranno impiegate in via sperimentale per fini statistici dal 31/07/2014 a 31/08/2014 e impiegate in regime sanzionatorio dal 01/09/2014.

Secondo quanto disposto dall'artt. 8 e 9 dell'Ordinanza Enac n. 12/2014 sono ammessi ad accedere alla ZTL (la corsia immediatamente a ridosso degli Arrivi e Partenze):
  • Taxi (esclusivamente con licenze rilasciate dai comuni di Roma e Fiumicino);
  • NCC (esclusivamente con autorizzazioni rilasciate dai comuni di Roma e Fiumicino);
  • COTRAL;
  • Operatori aeroportuali;
  • Enti di Stato, ecc

Per tutti gli altri veicoli diretti alle aerostazioni l'accesso dovrà avvenire dalla ZTC (zona a traffico controllato) il cui tempo di percorrenza non potrà essere superiore ai 15 minuti, la permanenza dei veicoli nella ZTC oltre i 15 minuti sarà soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa da 38 euro a 155 euro per i ciclomotori e motoveicoli a due ruote e da 80 euro a 318 per tutti gli altri veicoli (secondo quanto previsto dall'art. 6 dell'Ordinanza ENAC n. 12/2014).
L'istituzione delle Zone a traffico limitato e Zone a traffico controllato al fine di assicurare una maggiore sicurezza nella circolazione, maggiore accessibilità e fruibilità delle aerostazioni, assicurare la sicurezza dell'utenza e il contrasto all'abusivismo è stata possibile in virtù della Legge 22 marzo 2012, n. 33.

Vi sono inoltre novità per il prelevamento dei clienti per i veicoli NCC con autorizzazioni rilasciate da comuni diversi da Roma e Fiumicino, dal 1° agosto 2014 per accerede nell'area arrivi e partenze dovranno registrarsi con un'ora di anticipo per ogni 100 km di distanza tra il comune che ha rilasciato l'autorizzazione NCC:
  • distanza dall'aeroporto di Fiumicino < 100 km prenotazione con 1 ora di anticipo rispetto all'accesso in aeroporto;
  • distanza dall'aeroporto di Fiumicino > 101 km e < 200 km prenotazione con 2 ore di anticipo rispetto all'accesso in aeroporto;
  • distanza dall'aeroporto di Fiumicino > 201 km e < 300 km prenotazione con 3 ore di anticipo rispetto all'accesso in aeroporto.
Per la registrazione per poter effettuare il prelevamento del cliente si deve usare il form di richiesta a questa pagina:  https://www.adr.it/noleggio-conducente-ncc-1

AGGIORNAMENTO: il giorno 23/06/2014 è stata introdotta la modifica all'art.9 dell'ordinanza ENAC n. 12/2014 che consente l'accesso alla viabilità ordinaria (ZTL) anche agli autoveicoli NCC recanti autorizzazioni diverse da quelle di Roma e Fiumicino per accompagnare i passeggeri. Questa procedura prevede la segnalazione dei propri estremi nei 7 giorni successivi il transito in aeroporto.

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mercoledì 7 maggio 2014

Dal 30 giugno 2014 scatta l'obbligo di accettare pagamenti effettuati con carte di credito per importi superiori a 30 Euro

Dal 30 giugno 2014 scatta l'obbligo, per tutti i professionisti e le aziende che vendono prodotti o che prestano servizi (architetti, ingegneri, avvocati, tassisti e molti altri pofessionisti e aziende), di accettare pagamenti dai propri clienti effettuati con bancomat e carte di credito per importi superiori a 30 Euro.
Il termine del 30 giugno 2014 è il termine ultimo fissato durante la fase di conversione del Decreto Legge 30 dicembre 2013, n. 150 convertito, con modificazioni, dalla Legge 27 febbraio 2014, n. 15 (meglio conosciuto come "Milleproroghe"). Infatti ha stabilito che:"Al fine di consentire alla platea degli interessati di adeguarsi all'obbligo di dotarsi di strumenti per i pagamenti mediante carta di debito (POS)" il termine originariamente fissato dal Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (conosciuto come Decreto Crescita 2.0) al 1 gennaio 2014 è stato posticipato al 30 giugno 2014.
E' utile ricordare che già è in vigore l'obbligo di accettare pagamenti elettronici per importi superiori ai 30 Euro per i professionisti e le aziende i cui fatturati dell'anno precedente superano i 200000 Euro. Questo è quanto dispone il Decreto ministeriale del Ministero per lo sviluppo economico del 24 gennaio 2014 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27-01-2014 ed entrato in vigore dopo 60 giorni dalla sua pubblicazione).

Art. 2
Ambito di applicazione
1. L'obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito di cui all'articolo 15, comma 4, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, si applica a tutti i pagamenti di importo superiore a trenta euro disposti a favore dei soggetti di cui all'articolo 1, lettera d), per l'acquisto di prodotti o la prestazione di servizi.

2. In sede di prima applicazione, e fino al 30 giugno 2014, l'obbligo di cui al comma 1 si applica limitatamente ai pagamenti effettuati a favore dei soggetti di cui all'articolo 1, lettera d), per lo svolgimento di attivita' di vendita di prodotti e prestazione di servizi il cui fatturato dell'anno precedente a quello nel corso del quale e' effettuato il pagamento sia superiore a duecentomila euro.
A nulla è valso il ricorso opposto di fronte al TAR del Lazio da parte del Consiglio nazionale degli Architetti avverso il Decreto Ministeriale di cui sopra, il TAR ha statuito che il costo economico "di certo non è irreparabile" respingendo così l'istanza del Coniglio nazionale degli Architetti con l'ordinanza n. 1932 del 30 aprile 2014.

AGGIORNAMENTO (30/06/2014)
Come si evince dalla Circolare n° 10-C-2014 del presidente del Consiglio Nazionale Forense, la normativa introduce un onere di dotarsi di POS e non un obbligo giuridico e, inoltre, non vi sono sanzioni per chi non vi adempie.
...A ben vedere, dunque, la disposizione in parola introduce un onere, piuttosto che un obbligo giuridico, ed il suo campo di applicazione è necessariamente limitato ai casi nei quali saranno i clienti a richiedere all’avvocato di potersi liberare dall’obbligazione pecuniaria a proprio carico per il tramite di carta di debito. Ipotesi che, considerate le prassi in uso nei fori, per molti colleghi potrebbe anche non verificarsi mai. In ogni caso, qualora il cliente dovesse effettivamente richiedere di effettuare il pagamento tramite carta di debito, e l’avvocato ne fosse sprovvisto, si determinerebbe semplicemente la fattispecie della mora del creditore, che, come noto, non libera il debitore dall’obbligazione. Nessuna sanzione è infatti prevista in caso di rifiuto di accettare il pagamento tramite carta di debito...
(brano estrapolato dalla Circolare n°10-C-2014 del Consiglio Nazionale Forense)

PER APPROFONDIRE:

domenica 13 aprile 2014

Ambulanza con autorizzazione da Noleggio con Conducente: è per il trasporto malati a titolo oneroso

Vi è mai capitato di vedere un'ambulanza che a fianco della targa posteriore reca lo scudetto di un'autorizzazione di Noleggio con Conducente e la cosa vi sembra strana? Eccone un esempio, guardate la foto sotto.
L'ambulanza che si vede ritratta nella fotografia è un'ambulanza immatricolata in servizio di Noleggio con Conducente, questo significa che l'ambulanza effettua un servizio di trasporto pagato dal trasportato o dal soggetto pubblico o privato per cui viene svolto il servizio.
La presenza dell'autorizzazione da Noleggio con Conducente, quindi, si rende necessaria in quanto è il "titolo legale" che permette di effettuare il trasporto di persone dietro il pagamento di un corrispettivo secondo quanto disposto dall'art. 85 del Codice della Strada. Quindi nel caso vi capiti di vedere un veicolo del genere non vi è nulla di strano o bizzarro.

Quanto esposto in precedenza è l'effetto del Decreto del Ministero dei Trasporti 1 settembre 2009, n.137 - "Immatricolazione delle autoambulanze in uso proprio e in servizio di noleggio con conducente" ulteriormente chiarito dalla circolare 21 dicembre 2009, n.109636, di cui riportiamo il passo interessato:

E) Noleggio con conducente
Le autoambulanze sono immatricolate in servizio di noleggio con conducente allorché il loro utilizzo avvenga sulla base del prescritto titolo legale (art. 85 del Codice della strada), nel caso in cui l’attività di trasporto è esercitata a titolo oneroso, vale a dire dietro corrispettivo da parte dei trasportati ovvero da parte del soggetto pubblico o privato nel cui interesse l’attività stessa viene svolta, ovvero è esercitata a fini di lucro.
All’istanza di immatricolazione deve essere allegata, oltre alla consueta documentazione tecnica ed alle attestazioni di versamento delle prescritte tariffe, la copia fotostatica del titolo legale dichiarata conforme all’originale, ai sensi dell’art. 19 del D.P.R. n. 445/2000, da persona fisica munita di poteri di rappresentanza.
Al fine della immatricolazione in servizio di noleggio con conducente, gli interessati possono disporre dei veicoli a titolo di proprietà piena, di usufrutto, di locazione con facoltà di acquisto e di acquisto con patto di riservato dominio, secondo i criteri stabiliti dagli artt. 91 e 93 del Codice della strada.
Inoltre, si fa presente che deve esserci coincidenza tra intestatario del titolo legale per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente e, a seconda dei casi, il soggetto proprietario, l’usufruttuario, il locatario con facoltà di acquisto o l’acquirente nell’ipotesi di vendita con patto di riservato dominio.
PER APPROFONDIRE:

martedì 8 aprile 2014

Multe per luci del veicolo fulminate: i falsi miti da sfatare

Se, durante la circolazione con il nostro veicolo, veniamo fermati dagli agenti del traffico e viene accertata la presenza di una lampadina fulminata di un faro o fanalino si può venir sanzionati ai sensi dell'art. 79 del Codice della strada che prevede una sanzione amministrativa (multa) da 84 a 355 €.
Contrariamente a come molti pensano l'avere al seguito le lampadine di riserva in alcuni casi non  evita la sanzione, questa è una semplice voce di popolo priva di fondamento. Di seguito si riporta l'art. 79 del Codice della strada:

Art. 79. Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi in circolazione.

1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi durante la circolazione devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l'inquinamento entro i limiti di cui al comma 2.  
2. Nel regolamento sono stabilite le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali ed a quelle dei dispositivi di equipaggiamento cui devono corrispondere i veicoli, particolarmente per quanto riguarda i pneumatici e i sistemi equivalenti, la frenatura, i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, la limitazione della rumorosità e delle emissioni inquinanti.  
3. Qualora le norme di cui al comma 2 si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle direttive stesse.  
4. Chiunque circola con un veicolo che presenti alterazioni nelle caratteristiche costruttive e funzionali prescritte, ovvero circola con i dispositivi di cui all'art. 72 non funzionanti o non regolarmente installati, ovvero circola con i dispositivi di cui all'articolo 80, comma 1, del presente codice e all'articolo 238 del regolamento  non funzionanti, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335. La misura della sanzione è da euro 1.174 a euro 11.741 se il veicolo è utilizzato nelle competizioni previste dagli articoli 9-bis e 9-ter. (2)
La presenza al nostro seguito delle lampadine di ricambio può, eventualmente, evitare che gli agenti del traffico ci vietino di proseguire la marcia. L'art. 192 comma 3 del Codice della strada prevede che, in particolari condizioni atmosferiche o della strada, nel caso di dispositivi luminosi non funzionanti gli agenti possano impedire di proseguire la marcia per evitare situazioni che possano costituire pericolo per gli utenti della strada.

 Art. 192. Obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti.
1. Coloro che circolano sulle strade sono tenuti a fermarsi all'invito dei funzionari, ufficiali ed agenti ai quali spetta l'espletamento dei servizi di polizia stradale, quando siano in uniforme o muniti dell'apposito segnale distintivo.

2. I conducenti dei veicoli sono tenuti ad esibire, a richiesta dei funzionari, ufficiali e agenti indicati nel comma 1, il documento di circolazione e la patente di guida, se prescritti, e ogni altro documento che, ai sensi delle norme in materia di circolazione stradale, devono avere con sé.

3. I funzionari, ufficiali ed agenti, di cui ai precedenti commi, possono:

- procedere ad ispezioni del veicolo al fine di verificare l'osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all'equipaggiamento del veicolo medesimo;

- ordinare di non proseguire la marcia al conducente di un veicolo, qualora i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione o i pneumatici presentino difetti o irregolarità tali da determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza, tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada;

- ordinare ai conducenti dei veicoli sprovvisti di mezzi antisdrucciolevoli, quando questi siano prescritti, di fermarsi o di proseguire la marcia con l'osservanza di specifiche cautele.

4. Gli organi di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza possono, per controlli necessari ai fini dell'espletamento del loro servizio, formare posti di blocco e, in tal caso, usare mezzi atti ad assicurare, senza pericolo di incidenti, il graduale arresto dei veicoli che non si fermino nonostante l'ordine intimato con idonei segnali. Le caratteristiche di detti mezzi, nonché le condizioni e le modalità del loro impiego, sono stabilite con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri dei lavori pubblici e di grazia e giustizia.

5. I conducenti devono ottemperare alle segnalazioni che il personale militare, anche non coadiuvato dal personale di polizia stradale di cui all'art. 12, comma 1, impartisce per consentire la progressione del convoglio militare.

6. Chiunque viola gli obblighi di cui ai commi 1, 2, 3 e 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335.

7. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4, ove il fatto non costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.324 a euro 5.302 (1).

Inutile dire che la diceria secondo la quale gli agenti del traffico dovrebbero sostituire la lampadina fulminata nel caso in cui l'automobilista non sia in grado di sostituirla è solo una leggenda metropolitana.

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domenica 9 marzo 2014

Cose smarrite e ritrovate: la ricompensa per chi le ritrova

Avete ritrovato delle cose o del denaro smarrito? Ecco cosa dicono le norme in caso di ritrovamento di cose o denaro smarrito, il diritto alla ricompensa e l'eventuale presa di possesso di ciò che si ritrovato.

Tutta la serie di atti da compiere in caso di ritrovamento di un bene mobile (sia esso un oggetto o una somma di denaro) sono regolati dagli artt. 927, 928, 929, 930 del codice civile. Vediamo passo per passo cosa prevedono...

Il ritrovamento di un bene mobile
L'art. 927 del codice civile prevede che quando vengono ritrovate cose o denaro smarrito questi devono essere restituiti al legittimo proprietario se conosciuto; nel caso in cui non si conosca l'identità del proprietario dei beni ritrovati, questi vanno consegnati al sindaco del comune dove sono stati rinvenuti indicando le circostanze del ritrovamento.
Art. 927 Cose ritrovate
Chi trova una cosa mobile deve restituirla al proprietario, e, se non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo al sindaco del luogo in cui l'ha trovata, indicando le circostanze del ritrovamento.
L'art. 647 del codice penale stabilisce che è reato appropriarsi di denaro o cose smarrite senza osservare le prescrizioni stabilite dalla legge civile sull'acquisto della proprietà delle cose trovate.
Articolo 647 Appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose, avute per errore o caso fortuito
E' punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a seicentomila:
1) chiunque, avendo trovato denaro o cose da altri smarrite, se li appropria, senza osservare le prescrizioni della legge civile sull'acquisto della proprietà di cose trovate ;
2) chiunque, avendo trovato un tesoro, si appropria, in tutto o in parte, la quota dovuta al proprietario del fondo;
3) chiunque si appropria cose, delle quali sia venuto in possesso per errore altrui o per caso fortuito.
Nei casi preveduti dai numeri 1 e 3, se il colpevole conosceva il proprietario della cosa che si è appropriata, la pena è della reclusione fino a due anni e della multa fino a lire seicentomila.

Pubblicazione del ritrovamento
L'art. 928 del codice civile stabilisce che il sindaco renda noto il ritrovamento del bene a mezzo di pubblicazione nell'albo pretorio del comune per due domeniche successive e rimanere esposta per tre giorni ogni volta.
Art. 928 Pubblicazione del ritrovamento
Il sindaco rende nota la consegna per mezzo di pubblicazione nell'albo pretorio del comune, da farsi per due domeniche successive e da restare affissa per tre giorni ogni volta.

Acquisto della proprietà della cosa ritrovata
L'art. 929 del codice civile stabilisce che se il proprietario non si presenti a ritirare il bene entro un anno dall'ultimo giorno di pubblicazione nell'albo pretorio il ritrovatore del bene ne acquisce il possesso o, se nel frattempo è stato necessario venderlo, del suo prezzo. I proprietario o il ritrovatore del bene devono pagare le spese occorse ( se nel frattempo siano state sostenute spese per il mantenimento del bene).
Art. 929 Acquisto di proprietà della cosa ritrovata
Trascorso un anno dall'ultimo giorno della pubblicazione senza che si presenti il proprietario, la cosa oppure il suo prezzo, se le circostanze ne hanno richiesto la vendita, appartiene a chi l'ha trovata. Così il proprietario come il ritrovatore, riprendendo la cosa o ricevendo il prezzo, devono pagare le spese occorse.

Premio dovuto al ritrovatore
L'art. 930 del codice civile prevede che al ritrovatore, qualora lo richieda, spetta una ricompensa per la riconsegna del bene. Vediamo in che modo viene calcolata la ricompensa:
  • se si tratta di una cosa o di denaro fino a 5,16€ l'ammontare della ricompensa è un decimo del prezzo o della somma;
  • se la somma di deanaro è superiore a 5,16€ l'ammontare della ricompensa è della ventesima parte per l'eccedenza di 5,16€;
  • se si tratta di beni che non hanno valore commerciale l'ammontare della ricompensa sarà stabilita dal giudice.
Art. 930 Premio dovuto al ritrovatore
Il proprietario deve pagare a titolo di premio al ritrovatore, se questi lo richiede, il decimo della somma o del prezzo della cosa ritrovata. Se tale somma o prezzo eccede le diecimila lire, il premio per il sovrappiù è solo del ventesimo. Se la cosa non ha valore commerciale, la misura del premio e fissata dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento.

venerdì 21 febbraio 2014

Numeri Kemler-ONU: disponibile applicazione gratuita per Android e Apple sviluppata dai Vigili del Fuoco

Ecco una interessante applicazione (sviluppata sia per Android che per Apple) che aiuta a capire il significato dei numeri Kemler-ONU, per intenderci i numeri stampati sui cartelli a sfondo arancione che sono collocati sui veicoli che trasportano merci pericolose.



I cartelli di cui abbiamo appena parlato sono divisi in due sezioni, nella parte superiore vi è un numero (Kemler) che indica il pericolo della sostanza trasportata; 
Cifra come 1ª cifra come 2ª o 3ª cifra
0 Senza specificazione
1 Esplosione
2 Gas Emanazione di gas
3 Liquido infiammabile Infiammabile
4 Solido infiammabile
5 Comburente Proprietà comburenti
6 Tossico Tossicità
7 Radioattivo
8 Corrosivo Corrosività
9 Pericolo di reazione violenta spontanea Pericolo di reazione violenta risultante dalla decomposizione spontanea o dalla polimerizzazione
    • Note particolari:
      • Il raddoppio della cifra indica normalmente un'accentuazione del pericolo: ad esempio, "33" è relativo alle merci molto infiammabili. Tuttavia esistono diverse combinazioni di cifre che hanno un significato particolare, ad esempio:
        • "22" indica i gas liquefatti refrigerati asfissianti
        • "44" un solido infiammabile che può assumere la consistenza di liquido oltre una certa temperatura
        • "99" merci con pericolo generico trasportate ad alte temperature
      • Codice preceduto dalla lettera X : Merci che reagiscono pericolosamente con l'acqua
Tabella completa:
Cifre Pericoli
20 Gas inerte
22 Gas liquefatto
223 Gas liquefatto e infiammabile
225 Gas liquefatto e comburente
23 Gas infiammabile
236 Gas infiammabile e tossico
239 Gas infiammabile che spontaneamente potrebbe reagire violentemente
25 Gas comburente
26 Gas tossico
263 Gas tossico e infiammabile
265 Gas tossico e comburente
266 Gas altamente tossico
268 Gas tossico e corrosivo
30 Liquido infiammabile
323 Liquido infiammabile che reagisce con l'acqua sviluppando gas infiammabile
X323 Liquido infiammabile che reagisce pericolosamente con l'acqua sviluppando gas infiammabile
33 Liquido altamente infiammabile
333 Liquido piroforico
X333 Liquido piroforico che reagisce pericolosamente con l'acqua
336 Liquido altamente infiammabile e tossico
338 Liquido altamente infiammabile e corrosivo
X338 Liquido altamente infiammabile, tossico che reagisce pericolosamente con l'acqua
339 Liquido altamente infiammabile che spontaneamente potrebbe reagire violentemente
36 Liquido infiammabile e tossico o liquido autoriscaldante e tossico
362 Liquido infiammabile e tossico che reagisce con l'acqua emettendo gas infiammabile
X362 Liquido infiammabile e tossico che reagisce pericolosamente con l'acqua emettendo gas infiammabile
368 Liquido infiammabile, tossico e corrosivo
38 Liquido infiammabile e corrosivo
382 Liquido infiammabile e corrosivo che reagisce con l'acqua emettendo gas infiammabile
X382 Liquido infiammabile e corrosivo che reagisce pericolosamente con l'acqua emettendo gas infiammabile
39 Liquido altamente infiammabile che spontaneamente potrebbe reagire violentemente
40 Solido infiammabile, materiale autoinnescante o autoriscaldante
423 Solido che reagisce con l'acqua emettendo gas infiammabile
X423 Solido infiammabile che reagisce pericolosamente con l'acqua emettendo gas infiammabile
43 Solido piroforico
44 Solido infiammabile fuso o ad un'elevata temperatura
446 Solido infiammabile tossico, fuso o ad un'elevata temperatura
46 Solido infiammabile e tossico o solido autoriscaldante, tossico
462 Solido tossico che reagisce con l'acqua emettendo gas infiammabile
X462 Solido infiammabile che reagisce pericolosamente con l'acqua emettendo gas tossico
48 Solido corrosivo infiammabile o autoriscaldante
482 Solido corrosivo che reagisce con l'acqua emettendo gas infiammabile
X482 Solido che reagisce pericolosamente con l'acqua emettendo gas corrosivo
50 Sostanza comburente
539 Perossido organico infiammabile
55 Sostanza fortemente comburente
556 Sostanza fortemente comburente e tossica
558 Sostanza fortemente comburente e corrosiva
559 Sostanza fortemente comburente che spontaneamente potrebbe reagire violentemente
56 Sostanza comburente e tossica
568 Sostanza comburente, tossica e corrosiva
58 Sostanza comburente e corrosiva
59 Sostanza comburente che spontaneamente potrebbe reagire violentemente
60 Sostanza tossica
606 Sostanza infettante
623 Liquido tossico che reagisce con l'acqua emettendo gas infiammabile
63 Liquido tossico, infiammabile
638 Liquido tossico, infiammabile e corrosivo
639 Liquido tossico e infiammabile che spontaneamente potrebbe reagire violentemente
64 Solido tossico infiammabile o autoriscaldante
642 Solido tossico che reagisce con l'acqua emettendo gas infiammabile
65 Sostanza tossica e ossidante
66 Sostanza altamente tossica
663 Liquido altamente tossico e infiammabile
664 Solido altamente tossico, infiammabile o autoriscaldante
665 Sostanza altamente tossica e comburente
668 Sostanza altamente tossica e corrosiva
669 Sostanza altamente tossica che spontaneamente potrebbe reagire violentemente
68 Sostanza tossica e corrosiva
69 Sostanza tossica che spontaneamente potrebbe reagire violentemente
70 Sostanza radioattiva
72 Gas radioattivo
723 Gas radioattivo e infiammabile
73 Liquido radioattivo e infiammabile
74 Solido radioattivo e infiammabile
75 Sostanza radioattiva e comburente
76 Sostanza radioattiva e tossica
78 Sostanza radioattiva e corrosiva
80 Sostanza corrosiva
X80 Sostanza corrosiva che reagisce pericolosamente con l'acqua
823 Sostanza corrosiva che reagisce con l'acqua emettendo gas infiammabile
83 Liquido corrosivo e infiammabile
X83 Liquido corrosivo e infiammabile che reagisce pericolosamente con l'acqua
839 Liquido corrosivo e infiammabile che spontaneamente potrebbe reagire violentemente
X839 Liquido corrosivo, infiammabile che spontaneamente potrebbe reagire violentemente e che reagisce pericolosamente con l'acqua
84 Solido corrosivo, infiammabile o autoriscaldante
842 Solido corrosivo che reagisce con l'acqua emettendo gas infiammabile
85 Sostanza corrosiva e comburente
856 Sostanza corrosiva, comburente e tossica
86 Sostanza corrosiva e tossico
88 Sostanza fortemente corrosiva
X88 Sostanza fortemente corrosiva che reagisce pericolosamente con l'acqua
883 Liquido fortemente corrosivo e infiammabile
884 Solido fortemente corrosivo, infiammabile o autoriscaldante
885 Sostanza fortemente corrosiva e comburente
886 Sostanza fortemente corrosiva e tossica
X886 Sostanza fortemente corrosiva e tossica che reagisce pericolosamente con l'acqua
89 Sostanza corrosiva che spontaneamente potrebbe reagire violentemente
90 Sostanza pericolosa mista o sostanza pericolosa per l'ambiente
99 Sostanza pericolosa mista trasportata a caldo

nella parte inferiore c'è il numero (ONU) che indentifica il tipo di sostanza (benzina, butano, ecc).

Questa applicazione è completamente gratuita e non richiede una connessione ad internet ed è stata sviluppata dai Vigili del Fuoco nel programma che mira ad incrementare la sicurezza nell'ambito della protezione civile.

Scarica applicazione per Iphone

Scarica applicazione per Android

lunedì 17 febbraio 2014

Taxi: le normative inerenti fatture ed IVA

Le normative attualmente in vigore esentano dall'obbligo di emissione di scontrino fiscale e ricevuta fiscale le prestazioni di trasporto persone rese a mezzo di servizio di taxi (art.2 lettera "l" del DPR 696/96), fatto salvo il caso in cui il cliente lo richieda espressamente prima della fine della corsa. La richiesta va evasa entro 24 ore a mezzo di consegna a mano o di spedizione, il tassista che si rifiuti di emettere fattura è punibile con sanzione amministrativa e disciplinare ai sensi dell'art.6 del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n.471.

Art. 2.
Operazioni non soggette all'obbligo di certificazione 
 1. Non sono soggette all'obbligo di certificazione di cui all'articolo 1 le seguenti operazioni:
... Omissis ...
l) le prestazioni di traghetto rese con barche a remi, le prestazioni rese dai gondolieri della laguna di Venezia, le prestazioni di trasporto rese con mezzi a trazione animale, le prestazioni di trasporto rese a mezzo servizio di taxi, le prestazioni rese con imbarcazioni a motore da soggetti che esplicano attivita' di traghetto fluviale di persone e veicoli tra due rive nell'ambito dello stesso comune o tra comuni limitrofi;
Art. 2 lettera "l" del DPR n.696/96
Per quanto riguarda l'emissione della fattura il servizio taxi è esente IVA per le prestazioni di trasporto effettuate all'interno del comune o comunque tra comuni distanti tra loro meno di 50 Km (art. 10 comma 14 del DPR 633/72).
Articolo 10
Operazioni esenti dall'imposta
1. Sono esenti dall'imposta:
...Omissis...
14) prestazioni di trasporto urbano di persone effettuate mediante veicoli da piazza o altri mezzi di trasporto abilitati ad eseguire servizi di trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare. Si considerano urbani i trasporti effettuati nel territorio di un comune o tra comuni non distanti tra loro oltre cinquanta chilometri;
Art. 10 comma 14 DPR 633/72

Nel caso il servizio di trasporto a mezzo di taxi superi i 50 Km di percorrenza si applica L'IVA al 10% (tabella "A" parte III 127-novies del DPR 633/72").
TABELLA "A"
...Omissis...
Parte III
BENI E SERVIZI SOGGETTI ALL'ALIQUOTA DEL 10%
...Omissis...
127-novies) prestazioni di trasporto di persone e dei rispettivi bagagli al seguito, escluse quelle esenti a norma dell'articolo 10, numero 14), del presente decreto;
Tabella "A" parte III 127-novies DPR 633/72
In linea generale, sono soggette all’imposta di bollo, ai sensi dell’art. 13 della tariffa – parte prima – allegata al DPR n. 642/1972, le fatture e i documenti di importo complessivo superiore ad euro 77,47 riguardanti operazioni: 
  • fuori campo IVA per mancanza del presupposto soggettivo o oggettivo (artt. 2, 3, 4 e 5, D.P.R. 633/1972), territoriale (artt. da 7 a 7-septies, D.P.R. 633/1972);
  • escluse da IVA (per meglio dire i riaddebiti in nome e per conto della controparte; penalità per inadempimenti, ecc. di cui all’art. 15, D.P.R. 633/1972);
  • esenti da IVA (art. 10, D.P.R. 633/1972);
  • non imponibili perché effettuate in relazione ad operazioni assimilate alle esportazioni, servizi internazionali e connessi agli scambi internazionali, cessioni ad esportatori abituali (esportazioni indirette, art. 8, lett. c), D.P.R. 633/1972). 
L'ammontare dell'imposta di bollo è stata aumentata da 1,81€ a 2,00€ dall'Art. 7-bis comma 3 Legge 24.06.2013 n. 71 in vigore dal 26 giugno 2013.
A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le misure dell'imposta fissa di bollo attualmente stabilite in euro 1,81 e in euro 14,62, ovunque ricorrano, sono rideterminate, rispettivamente, in euro 2,00 e in euro 16,00 .
Art. 7-bis comma 3 L. 24.06.2013 n. 71
Corre l'obbligo di specificare che l'onere di apporre il contrassegno è a carico di chi redige le fatture o ricevute, così come specificato dalla risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n.444 del 18.11.2008.

PER APPROFONDIRE:

giovedì 13 febbraio 2014

Corte Europea: le leggi sugli autoservizi pubblici non di linea non violano il diritto comunitario

Le leggi italiane che regolano gli autoservizi pubblici non di linea non violano il diritto comunitario, questo è quello che si apprende oggi con la lettura della sentenza della Corte Europea chiamata a dirimere la questione.
La Corte di giustizia dell’Unione europea non è competente a rispondere alle domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (Italia) con ordinanze del 19 ottobre 2011 e del 1° dicembre 2011, nelle cause riunite C‑162/12 e C‑163/12, nella parte in cui vertono sull’interpretazione dell’articolo 49 TFUE. Nella parte in cui vertono sull’interpretazione di altre disposizioni del diritto dell’Unione, tali domande sono irricevibili.

La sentenza di cui sopra è la conclusione di un ricorso alla Corte Europea proposto per valutare e giudicare la presenza di "incompatibilità" reclamate da alcuni NCC di fuori Roma contro i comuni di Roma e di Grottaferrata.
La sentenza odierna sembra fugare tutti i dubbi di compatibilità tra il diritto comunitario e la legge 21/92, in quanto quest'ultima è una normativa di rilievo prettamente nazionale e che non incide su questioni disciplinate dall'Unione Europea.
Le domande di pronuncia pregiudiziale delle cause in questione (cause riunite C‑162/12 e C‑163/12 e cause riunite C‑419/12 e C‑420/12) furono gia dichiarate "irricevibili previa decisione finale della corte" dall'avvocato generale della Corte Europea Julianne Kokott.

martedì 11 febbraio 2014

Modello F24 editabile in formato pdf scaricabile gratuitamente

Dovete pagare le imposte usando il modello F24 e in casa o in ufficio non ne avete? Ecco disponibile gratuitamente il modello F24 in formato pdf editabile (compilabile e automaticamente si generano le 3 copie).
Per poter utilizzare questo modello sarà sufficiente scaricarlo sul nostro pc e aprirlo con Adobe Reader, compilare solo il primo foglio (gli altri 2 si compileranno automaticamente) e, una volta terminata la compilazione, stamparlo oppure salvarlo.

sabato 8 febbraio 2014

Trasporto di persone con risciò: il decreto "Destinazione Italia" lo legalizza

Tra gli innumerevoli provvedimenti del decreto "Destinazione Italia", approvato alla Camera, vi è anche la legalizzazione del trasporto di passeggeri a mezzo di risciò. Se dovesse passare anche in Senato, questo provvedimento consentirebbe ai risciò di essere equiparati ai tricicli a motore (le motocarrozzette).
Il disposto normativo, infatti, vieta ai velocipedi di poter effettuare il servizio di trasporto di persone sia esso taxi o servizio di noleggio con conducente.
LEGGE 15 gennaio 1992, n. 21
Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea.
1. Sono definiti autoservizi pubblici non di linea quelli che provvedono al trasporto collettivo od individuale di persone, con funzione complementare e integrativa rispetto ai trasporti pubblici di linea ferroviari, automobilistici, marittimi, lacuali ed aerei, e che vengono effettuati, a richiesta dei trasportati o del trasportato, in modo non continuativo o periodico, su itinerari e secondo orari stabiliti di volta in volta.

2. Costituiscono autoservizi pubblici non di linea:
a) il servizio di taxi con autovettura, motocarrozzetta, natante e veicoli a trazione animale; b) il servizio di noleggio con conducente e autovettura, motocarrozzetta, natante e veicoli a trazione animale.

giovedì 30 gennaio 2014

Inosservanza dei periodi di guida: le nuove sanzioni salgono fino a 50000 euro

Attenzione a non commettere violazioni per quanto concerne i periodi di guida e di riposo previsti per gli autisti, dalla fine del 2013 sono state inasprite sensibilmente le sanzioni. Con l'entrata in vigore del decreto "destinazione Italia" sono state aumentate in maniera considerevole le sanzioni per infrazioni legate alla sicurezza sul posto di lavoro e sul lavoro in nero.

Il superamento della durata massima settimanale dell’orario di lavoro e il mancato riconoscimento del riposo giornaliero o settimanale vengono decuplicate. Prima la sanzione andava da 100 a 5.000 euro, adesso si parte da 1.000 per arrivare a 50.000 euro. La presenza di una forchetta così ampia tra minimo e massimo viene aperta in base al numero di lavoratori coinvolti e al periodo di riferimento della violazione.
Nello specifico la sanzione parte da 1.000 e 7.500 euro di base, passa da 4.000 a 15.000 euro se coinvolge più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno tre dei periodi che l’azienda usa per rilevare la media dell’orario di lavoro dei dipendenti in base alle indicazioni dei contratti collettivi, ma si sale ancora da 10.000 a 50.000 euro se sono coinvolti più di dieci lavoratori o se la trasgressione interessa almeno cinque periodi di riferimento. In quest’ultimo caso non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta.
La sanzione viene decuplicata anche per quel datore di lavoro che non consente al dipendente di riposare 11 ore consecutive ogni 24 ore, raggiungendo adesso il minimo di 500 euro per arrivare fino a 1.500 euro. Laddove però la violazione coinvolge più di cinque lavoratori o si è verificata in almeno tre periodi di ventiquattro ore, la sanzione amministrativa parte da 3.000 per arrivare fino a 10.000 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori o si è verificata in almeno cinque periodi di ventiquattro ore, parte da 9.000 e arriva a 15.000 euro e per di più viene escluso il pagamento della sanzione in misura ridotta.
Impiegare lavoratori in nero o la mancata comunicazione di assunzione di lavoratori subordinati da fornire al Centro per l’Impiego aumenta del 30%. Prima partiva da 1.500 per arrivare fino a 12.000 euro, adesso parte da 1.950 e sale fino ai 15.600 euro. Può essere applicata per ogni lavoratore irregolare con una maggiorazione di 195 euro – rispetto ai 150 di prima – per ogni giorno di lavoro a nero effettuato. I datori di lavoro non possono chiedere riduzione della sanzione tramite  procedura di diffida.
 Il versamento da effettuare per avere la revoca del provvedimento di sospensione dell’attività causato da gravi e reiterate violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e di lavoro irregolare viene aumentato per il datore di lavoro del 30%. Se prima variava tra i 1.500 e i 2.500 euro, adesso passa tra i 1.950 e i 3.250 euro.

Di seguito riporto l'art.174 C.d.S. non ancora modificato dal decreto "destinazione Italia"


Art. 174.
Durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o cose
1. La durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose e i relativi controlli sono disciplinati dalle norme previste dal regolamento (CE) n. 561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006.
2. I registri di servizio, gli estratti del registro e le copie dell'orario di servizio di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 devono essere esibiti, per il controllo, al personale cui sono stati affidati i servizi di polizia stradale ai sensi dell'articolo 12 del presente codice. I registri di servizio di cui al citato regolamento (CE), conservati dall'impresa, devono essere esibiti, per il controllo, anche ai funzionari del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici e agli ispettori della direzione provinciale del lavoro.
3. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo possono essere sempre accertate attraverso le risultanze o le registrazioni dei dispositivi di controllo installati sui veicoli, nonchè attraverso i documenti di cui al comma 2.
4. Il conducente che supera la durata dei periodi di guida prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 40 a euro 160. Si applica la sanzione da euro 211 a euro 843 al conducente che non osserva le disposizioni relative ai periodi di riposo giornaliero di cui al citato regolamento (CE).
5. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 10 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida prescritto dal regolamento (CE) n. 561/2006, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 316 a euro 1.265. Si applica la sanzione da euro 369 a euro 1.476 se la violazione di durata superiore al 10 per cento riguarda il tempo minimo di riposo prescritto dal citato regolamento.
6. Quando le violazioni di cui al comma 4 hanno durata superiore al 20 per cento rispetto al limite giornaliero massimo di durata dei periodi di guida, ovvero minimo del tempo di riposo, prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 a euro 1.686.
7. Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite massimo di durata dei periodi di guida settimanale prescritti dal regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 264 a euro 1.054. Il conducente che non rispetta per oltre il 10 per cento il limite minimo dei periodi di riposo settimanale prescritti dal predetto regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 369 a euro 1.476. Se i limiti di cui ai periodi precedenti non sono rispettati per oltre il 20 per cento, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 a euro 1.686.
8. Il conducente che durante la guida non rispetta le disposizioni relative alle interruzioni di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 163 a euro 653.
9. Il conducente che è sprovvisto dell'estratto del registro di servizio o della copia dell'orario di servizio di cui al regolamento (CE) n. 561/2006 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 324 a euro 1.294. La stessa sanzione si applica a chiunque non ha con sè o tiene in modo incompleto o alterato l'estratto del registro di servizio o copia dell'orario di servizio, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.
10. Le sanzioni di cui ai commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9 si applicano anche agli altri membri dell'equipaggio che non osservano le prescrizioni previste dal regolamento (CE) n. 561/2006.
11. Nei casi previsti dai commi 4, 5, 6 e 7 l'organo accertatore, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, provvede al ritiro temporaneo dei documenti di guida, intima al conducente del veicolo di non proseguire il viaggio se non dopo aver effettuato i prescritti periodi di interruzione o di riposo e dispone che, con le cautele necessarie, il veicolo sia condotto in un luogo idoneo per la sosta, ove deve permanere per il periodo necessario; del ritiro dei documenti di guida e dell'intimazione è fatta menzione nel verbale di contestazione. Nel verbale è indicato anche il comando o l'ufficio da cui dipende l'organo accertatore, presso il quale, completati le interruzioni o i riposi prescritti, il conducente è autorizzato a recarsi per ottenere la restituzione dei documenti in precedenza ritirati; a tale fine il conducente deve seguire il percorso stradale espressamente indicato nel medesimo verbale. Il comando o l'ufficio restituiscono la patente e la carta di circolazione del veicolo dopo avere constatato che il viaggio può essere ripreso nel rispetto delle condizioni prescritte dal presente articolo. Chiunque circola durante il periodo in cui gli è stato intimato di non proseguire il viaggio è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.865 a euro 7.460, nonchè con il ritiro immediato della patente di guida.
12. Per le violazioni della normativa comunitaria sui tempi di guida, di interruzione e di riposo commesse in un altro Stato membro dell'Unione europea, se accertate in Italia dagli organi di cui all'articolo 12, si applicano le sanzioni previste dalla normativa italiana vigente in materia, salvo che la contestazione non sia già avvenuta in un altro Stato membro; a tale fine, per l'esercizio dei ricorsi previsti dagli articoli 203 e 204-bis, il luogo della commessa violazione si considera quello dove è stato operato l'accertamento in Italia.
13. Per le violazioni delle norme di cui al presente articolo, l'impresa da cui dipende il lavoratore al quale la violazione si riferisce è obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.
14. L'impresa che nell'esecuzione dei trasporti non osserva le disposizioni contenute nel regolamento (CE) n. 561/2006, ovvero non tiene i documenti prescritti o li tiene scaduti, incompleti o alterati, è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 324 a euro 1.294 per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale ove il fatto costituisca reato.
15. Nel caso di ripetute inadempienze, tenuto conto anche della loro entità e frequenza, l'impresa che effettua il trasporto di persone ovvero di cose in conto proprio ai sensi dell'articolo 83 incorre nella sospensione, per un periodo da uno a tre mesi, del titolo abilitativo o dell'autorizzazione al trasporto riguardante il veicolo cui le infrazioni si riferiscono se, a seguito di diffida rivoltale dall'autorità competente a regolarizzare in un congruo termine la sua posizione, non vi abbia provveduto.
16. Qualora l'impresa di cui al comma 15, malgrado il provvedimento adottato a suo carico, continui a dimostrare una costante recidività nel commettere infrazioni, anche nell'eventuale esercizio di altri servizi di trasporto, essa incorre nella decadenza o nella revoca del provvedimento che la abilita o la autorizza al trasporto cui le ripetute infrazioni maggiormente si riferiscono.
17. La sospensione, la decadenza o la revoca di cui al presente articolo sono disposte dall'autorità che ha rilasciato il titolo che abilita al trasporto. I provvedimenti di revoca e di decadenza sono atti definitivi.
18. Quando le ripetute inadempienze di cui ai commi 15 e 16 del presente articolo sono commesse con veicoli adibiti al trasporto di persone o di cose in conto terzi, si applicano le disposizioni del comma 6 dell'articolo 5 del decreto legislativo 22 dicembre 2000, n. 395.